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Ciao a tutti.
Molti di voi conosceranno sicuramente l'idea dello 'Pfand', applicata da tempo in Germania, nel nostro Paese è una variante del 'vuoto a rendere'. Riportare una bottiglia di vetro o di plastica, dopo aver bevuto il contenuto, nel luogo di acquisto e in cambio ricevere circa 5 o 10 centesimi (che vengono fatti pagare in più come costo d'acquisto di un bene potenzialmente inquinante) mi sembra un'idea molto semplice. Oltre a costituire un disincentivo all'abbandono dei rifiuti per strada (perché abbandonare qualcosa che restituendo potrebbe far recuperare un po' del denaro speso) a Berlino risolveva anche, in minima parte d'accordo, il problema di alcuni senzatetto dediti alla raccolta delle bottiglie per guadagnare qualche euro in più che può sempre far comodo. Intendiamoci, non sto spacciando la cosa come la possibile soluzione ai problemi dei senza tetto, mi chiedo soltanto come mai in Italia questo sistema è così poco diffuso, visto che potrebbe creare anche una sorta di lavoro 'pulito' per degli imprenditori capaci di occuparsi dello smaltimento delle bottiglie di plastica e vetro, del riciclaggio insommma. Voi che ne pensate? saluti.

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Commento da CARE su 10 dicembre 2012 a 17:46
Unione europea: meno tasse
se mi rendi la bottiglia
Per limitare i problemi ambientali e alla salute, molti Paesi hanno adottato alcune misure che fanno leva sulla fiscalità
cimitero di bottiglie
In Germania, ad esempio, a partire dal 2005 e fino al 2012, una norma esenta i distributori di prodotti dal pagamento delle tasse sugli imballaggi costituiti da biopolimeri o bioplastiche.Nei Paesi scandinavi (come la Norvegia), inoltre, prevale il ricorso alla tecnica del “pant”, ovvero del “vuoto a rendere”. Si tratta di un contenitore, generalmente una bottiglia di plastica, vetro alluminio etc, che, privato del proprio prodotto interno, può essere reso al commerciante, in cambio di un corrispettivo in denaro o di un buono per fare la spesa. In questo modo il “rifiuto” viene raccolto, riciclato e riutilizzato.  Ogni lattina o bottiglia piccola corrisponde a 1 Nok (cioè a 0,13 euro circa), una bottiglia grande vale 2,50 Nok (ossia 0,33 euro circa).
 
C’è chi punta sul sistema del vuoto a perdere
Usano il sistema del vuoto a rendere anche altri Paesi europei come la Germania, l’Olanda, la Danimarca, la Svezia, la Finlandia, il Belgio, la Croazia e l’Inghilterra (extra Europa gli Usa, il Canada e l’Australia). In Norvegia, ora è stata istituita una macchina automatica (una sorta di bancomat) sistemata all’ingresso dei supermercati nella quale viene inserita la bottiglia (marchiata col codice pant) e dalla quale si riceve il rispettivo rimborso.
In realtà, il sistema del reso non giova al portafoglio in quanto su determinati oggetti (come le bottiglie di plastica e vetro) si paga una extra tassa. E per “recuperare” il valore aggiunto anticipato occorre inserire nella macchina il rifiuto che restituisce la somma prelevata sotto forma di cauzione.
Così il cittadino/consumatore è invogliato non a gettare lo scarto ma a restituirlo per riciclarlo.
L’unico modo per ottenere da questo sistema un reale guadagno (diremmo un utile) sarebbe, quindi, quello di raccogliere le bottiglie lasciate in giro (res nullius) e consegnarle presso gli appositi mezzi di rimborso.
 
I vantaggi nella pratica
I vantaggi, in ogni caso, sono molteplici. Con il vuoto a rendere si risparmia l’energia che sarebbe consumata per produrre nuove bottiglie. Con il sistema del riciclaggio si riduce l’uso del petrolio. Sul piano commerciale, questi sistemi, inoltre, mantengono bassi i prezzi delle bevande in quanto la riconsegna dei contenitori è ricompensata dall’abbattimento delle tasse ambientali.
 
La direttiva comunitaria sui rifiuti
Molti Paesi comunitari hanno adottato diversi strumenti di incentivazione (anche fiscale) sulla base della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008 che propone un quadro giuridico volto a controllare tutto il ciclo dei rifiuti, dalla produzione allo smaltimento, ponendo l’accento sul recupero e il riciclaggio.
 
La proposta di legge italiana AC 3242/2010
Al riguardo, occorre segnalare la proposta di legge AC 3242/2010 che, sulla scia degli ordinamenti esteri (comunitari), intende disciplinare l’uso di imballaggi di plastica di tipo biodegradabile e introdurre nell’ordinamento italiano il sistema del cd. “vuoto e rendere” tramite l’introduzione di un bonus fiscale.
In tale contesto la proposta prevede una agevolazione fiscale (sotto forma di credito di imposta) in favore dei produttori di imballaggi in plastica perché convertano i loro impianti alla produzione di materiali biodegradabili. 
Questa previsione riprende lo spirito della direttiva 2008/98/CE e fa esplicito riferimento alla normativa comunitaria in vigore in materia di parametri tecnici della plastica biodegradabile (cfr. direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio e normativa UNIEN 13432, recepita nell’ordinamento italiano dal decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio 2 maggio 2006).
 
Il vuoto a rendere responsabilizza
La proposta, inoltre, prevede, sul modello di quanto avviene nei Paesi del nord Europa, l’introduzione del sistema del “vuoto a rendere”, con un meccanismo che coinvolge utenti, esercizi commerciali e produttori di imballaggi nella tutela dell’ambiente. 
Anche in tale caso sono previsti meccanismi agevolativi che incentivano tutti i protagonisti della filiera (come la riduzione sulla tassa per i rifiuti solidi urbani).
La previsione, del resto, richiama espressamente la citata direttiva 2008/98/CE che, tra le altre cose, per procedere verso una società europea del riciclaggio con un alto livello di efficienza delle risorse, invita gli Stati membri dell’Ue ad adottare, entro il 2020, le misure necessarie per aumentare del 50% la quantità di rifiuti in carta, metallo, plastica e vetro proveniente dai nuclei domestici da riciclare e riutilizzare. 

Fonti: 
Boris Bivona

Vuoto a rendere: missione possibile se la legge imporrà la cauzione

Le possibili ipotesi per una norma che introduca anche in Italia la cauzione, che viene restituita al momento di riconsegna dell'imballaggio. L’ipotesi del ministero: sistema valido per imballaggi in plastica, vetro e alluminio; costi scaricati su chi non restituisce i vuoti.

linkhttp://gogreen.virgilio.it/news/speciali-rubriche/vuoto-rendere-mis...

Guadagnare riciclando con il vuoto a rendere

Grazie al servizio Ecobank i cittadini aiutano le amministrazioni locali a fare la raccolta differenziata e ricevono in cambio un buono o una moneta.  Ecco come funziona
Commento da lucia rocchi su 10 dicembre 2012 a 12:17

in effetti ricordo che quando ero piccola sistemi del genere funzionavano! Lo ricordo per l'acqua (in vetro) e il vino. Per la plastica non so se funzioni per via della maggiore deperibilità, ma per il vetro lo vedo come il classico uovo di colombo: semplice ed efficace

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