Al grido di “Al grido di “la tecnologia ci salverà” i fautori dello “Sviluppo Sostenibile” si scagliano contro noi poveri decrescentisti.
Lo sviluppo sostenibile infatti crede che le innovazioni tecnologiche possano contribuire alla riduzione dell’uso delle risorse non rinnovabili ed ad una loro progressiva sostituzione con quelle rinnovabili. Confida sul fatto, ad esempio, che la miniaturizzazione degli oggetti e dei loro componenti – figlia proprio della tecnologia – ci permetterà di ridurre la quantità di materie prime impiegate nel processo produttivo. Questo dovrebbe far sì che si possa continuare a crescere preservando il Pianeta.
Sarà quindi la tecnologia a salvarci? Lo sviluppo sostenibile afferma di “sì”, la decrescita dice “forse”!
Ci sono infatti alcuni aspetti che i fautori dello Sviluppo Sostenibile non tengono in considerazione o addirittura rimuovono, poiché mettono in forte discussione la loro posizione.
Non portare l’individuo verso una riduzione dei consumi non farà di noi una società migliore. Non educare il singolo alla consapevolezza che è necessario eliminare razionalmente il superfluo – così come ricorda Pallante – non ci aiuterà ad intraprendere quel cammino interiore necessario affinché si imposti un reale rispetto del Pianeta che ci ospita.
Non modificare quindi le abitudini delle persone farà in modo che si perpetui lo spreco di risorse fondamentali per il nostro futuro.
Prendiamo ad esempio l’utilizzo delle lampadine a basso consumo, ormai presenti in tutte le nostre case.
Tralasciamo di parlare della loro presunta nocività – informazioni in tal senso rintracciabili in internet – e del loro corretto smaltimento a fine vita, e concentriamoci invece sul loro utilizzo.
Questo prodotto infatti ben chiarisce la differenza tra i principi dello Sviluppo Sostenibile e quelli della Decrescita: nel primo si punta ad una mera, seppur importante, riduzione del consumo di energia, nella seconda si punta al risparmio energetico ed all’eliminazione dello spreco di energia.
Una famiglia abituata a sprecare energia, continuerà a farlo anche consumando di meno grazie a questa tecnologia.
Lo sviluppo tecnologico ha forse permesso di ridurre i consumi energetici, ma di sicuro non ha reso migliore quel nucleo famigliare sul piano etico.
Non è poi certo che i consumi siano effettivamente calati. La consapevolezza dell’uso di tecnologie che permettono minori consumi porta sovente ad un incremento dei consumi stessi o ad una loro stabilità, rispetto a quelli registrati prima dell’introduzione di queste tecnologie.
Tale fenomeno è conosciuto come “Paradosso di Jevons”: i miglioramenti tecnologici che aumentano l’efficienza con cui una risorsa è usata possono fare aumentare il consumo totale di quella risorsa, invece di diminuire.
Altro esempio chiarificatore potrebbe essere l’arrivo delle stampanti nelle nostre case e negli uffici. Anche in presenza di tecnologie evolute quali i computer ed internet, che avrebbero dovuto eliminare – o quanto meno ridurre – l’uso della carta, si è di fatto registrato un forte incremento nell’utilizzo di questa materia. Ciò proprio grazie alla maggior diffusione delle stampanti, dovuta in gran parte al loro basso costo.
La miniaturizzazione degli oggetti presenta poi molti aspetti negativi. Proviamo ad elencarne alcuni.
La forte riduzione dei costi, e quindi del prezzo finale, rende il prodotto più accessibile, ampliando il numero di coloro che possono comprarlo.
Il basso costo non impone al singolo una serena valutazione dell’effettivo bisogno di acquistare il bene ed invoglia alla sostituzione dell’oggetto con modelli più evoluti, anche se non è di fatto una reale necessità.
La miniaturizzazione poi non permette nella maggior parte dei casi la riparazione del prodotto, ma impone un nuovo acquisto.
Tutto questo non riduce l’utilizzo di materie prime, bensì ne incrementa il consumo.
Verrebbe quindi da pensare che la Decrescita in qualche modo si opponga all’innovazione tecnologica. Quest’ultima invece è tra le sue più importanti alleate, quando consapevolmente orientata all’utilità.
La Decrescita infatti auspica l’evoluzione della tecnologia, a patto che questa sia realmente utile. Non deve quindi essere solo una maschera “verde” atta a coprire l’attuale sistema consumistico, ma deve diventare strumento per un reale calo dei consumi, orientati ad un miglioramento della qualità della vita. La tecnologia deve portare ad un minor utilizzo di energia e risorse non rinnovabili, riducendo la quantità di rifiuti prodotti, riutilizzando e riciclando il più possibile. Lo sviluppo tecnologico quindi non potrà essere slegato dalla presa di coscienza del singolo in merito alla necessità di una reale riduzione degli sprechi.
” i fautori dello “Sviluppo Sostenibile” si scagliano contro noi poveri decrescentisti.
Lo sviluppo sostenibile infatti crede che le innovazioni tecnologiche possano contribuire alla riduzione dell’uso delle risorse non rinnovabili ed ad una loro progressiva sostituzione con quelle rinnovabili. Confida sul fatto, ad esempio, che la miniaturizzazione degli oggetti e dei loro componenti – figlia proprio della tecnologia – ci permetterà di ridurre la quantità di materie prime impiegate nel processo produttivo. Questo dovrebbe far sì che si possa continuare a crescere preservando il Pianeta.
Sarà quindi la tecnologia a salvarci? Lo sviluppo sostenibile afferma di “sì”, la decrescita dice “forse”!
Ci sono infatti alcuni aspetti che i fautori dello Sviluppo Sostenibile non tengono in considerazione o addirittura rimuovono, poiché mettono in forte discussione la loro posizione.
Non portare l’individuo verso una riduzione dei consumi non farà di noi una società migliore. Non educare il singolo alla consapevolezza che è necessario eliminare razionalmente il superfluo – così come ricorda Pallante – non ci aiuterà ad intraprendere quel cammino interiore necessario affinché si imposti un reale rispetto del Pianeta che ci ospita.
Non modificare quindi le abitudini delle persone farà in modo che si perpetui lo spreco di risorse fondamentali per il nostro futuro.
Prendiamo ad esempio l’utilizzo delle lampadine a basso consumo, ormai presenti in tutte le nostre case.
Tralasciamo di parlare della loro presunta nocività – informazioni in tal senso rintracciabili in internet – e del loro corretto smaltimento a fine vita, e concentriamoci invece sul loro utilizzo.
Questo prodotto infatti ben chiarisce la differenza tra i principi dello Sviluppo Sostenibile e quelli della Decrescita: nel primo si punta ad una mera, seppur importante, riduzione del consumo di energia, nella seconda si punta al risparmio energetico ed all’eliminazione dello spreco di energia.
Una famiglia abituata a sprecare energia, continuerà a farlo anche consumando di meno grazie a questa tecnologia.
Lo sviluppo tecnologico ha forse permesso di ridurre i consumi energetici, ma di sicuro non ha reso migliore quel nucleo famigliare sul piano etico.
Non è poi certo che i consumi siano effettivamente calati. La consapevolezza dell’uso di tecnologie che permettono minori consumi porta sovente ad un incremento dei consumi stessi o ad una loro stabilità, rispetto a quelli registrati prima dell’introduzione di queste tecnologie.
Tale fenomeno è conosciuto come “Paradosso di Jevons”: i miglioramenti tecnologici che aumentano l’efficienza con cui una risorsa è usata possono fare aumentare il consumo totale di quella risorsa, invece di diminuire.
Altro esempio chiarificatore potrebbe essere l’arrivo delle stampanti nelle nostre case e negli uffici. Anche in presenza di tecnologie evolute quali i computer ed internet, che avrebbero dovuto eliminare – o quanto meno ridurre – l’uso della carta, si è di fatto registrato un forte incremento nell’utilizzo di questa materia. Ciò proprio grazie alla maggior diffusione delle stampanti, dovuta in gran parte al loro basso costo.
La miniaturizzazione degli oggetti presenta poi molti aspetti negativi. Proviamo ad elencarne alcuni.
La forte riduzione dei costi, e quindi del prezzo finale, rende il prodotto più accessibile, ampliando il numero di coloro che possono comprarlo.
Il basso costo non impone al singolo una serena valutazione dell’effettivo bisogno di acquistare il bene ed invoglia alla sostituzione dell’oggetto con modelli più evoluti, anche se non è di fatto una reale necessità.
La miniaturizzazione poi non permette nella maggior parte dei casi la riparazione del prodotto, ma impone un nuovo acquisto.
Tutto questo non riduce l’utilizzo di materie prime, bensì ne incrementa il consumo.
Verrebbe quindi da pensare che la Decrescita in qualche modo si opponga all’innovazione tecnologica. Quest’ultima invece è tra le sue più importanti alleate, quando consapevolmente orientata all’utilità.
La Decrescita infatti auspica l’evoluzione della tecnologia, a patto che questa sia realmente utile. Non deve quindi essere solo una maschera “verde” atta a coprire l’attuale sistema consumistico, ma deve diventare strumento per un reale calo dei consumi, orientati ad un miglioramento della qualità della vita. La tecnologia deve portare ad un minor utilizzo di energia e risorse non rinnovabili, riducendo la quantità di rifiuti prodotti, riutilizzando e riciclando il più possibile. Lo sviluppo tecnologico quindi non potrà essere slegato dalla presa di coscienza del singolo in merito alla necessità di una reale riduzione degli sprechi.
© 2026 Creato da Maker.
Tecnologia
Devi essere membro di EnviNET per aggiungere commenti!
Partecipa a EnviNET