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Commento
Consumo di suolo, ddl modificato dalle Regioni
Il testo del disegno di legge contro il consumo di suolo è stato sbloccato
Ora, finalmente, è chiara la definizione di “suolo“, definito bene comune tutelato. Le modifiche apportate al testo del ddl Cataniacontro il consumo di suolo hanno incontrato la soddisfazione di Legambiente che, con Damiano Di Simine, responsabile suolo di Legambiente, dichiara che è stato fatto un passo avanti. Dopo le perplessità più volte espresse dall’Inu anche Legambiente esprime un proprio giudizio in merito al ddl che deve fermare il consumo di suolo. Ed è, quello nei confronti del testo modificato rispetto a quello originale, un giudizio positivo, “anche se ci sono ancora margini di miglioramento”.
L’ordine del giorno della conferenza unificata contiene il parere sullo schema di disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo.
In seguito all’accordo tra Stato e Regioni, infatti, il testo del disegno di legge contro il consumo di suolo è stato sbloccato. Alla lettura delle prime bozze circolate, il testo appare molto diverso rispetto alla versione licenziata il mese scorso dal Consiglio dei Ministri. Sono proprio queste le modifiche ritenute positive da Legambiente, a partire dalla definizione di suolo, dichiarato bene comune e come tale tutelato nel suo stato di fatto.
“I tavoli tecnici della Conferenza Unificata tra Stato e Regioni hanno prodotto un testo sensibilmente migliorato, che ci permette di esprimere un primo giudizio molto positivo sul ddl” dichiara Damiano Di Simine. E prosegue: “Ci sono ancora margini di miglioramento, che non mancheremo di segnalare nel corso dell’istruttoria parlamentare”.
Ora la responsabilità di un percorso preferenziale per l’approvazione della legge compete al Parlamento, dopo l’approvazione attesa in Conferenza Stato – Regioni. Ha dichiarato mVittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente: “Ci auguriamo che la responsabilità finora dimostrata dagli esecutivi di Stato e Regioni non venga frustrata da ostacoli e lungaggini nell’iter parlamentare. L’approvazione della legge a tutela dei suoli introduce un fondamentale caposaldo giuridico in un ordinamento totalmente sguarnito di strumenti atti a prevenire le speculazioni edilizie sui suoli agricoli, si tratta di una profonda quanto irrinunciabile innovazione legislativa da cui trarranno grande vantaggio l’agricoltura, l’ambiente e l’assetto del territorio del nostro Paese”.
Fonte: Ediltecnico
linkhttp://www.guidambiente.it/pf/testo-news/27807/Consumo-di-suolo-ddl...

Uso del suolo, definite le modalitè per l'aggiornamento della banca dati catastale
Le dichiarazioni sulle variazioni colturali devono contenere anche le informazioni per l’aggiornamento del catasto
Disponibile sul sito internet dell’Agenzia del Territorio il provvedimento del Direttore dell’Agenzia del Territorio 16 ottobre..., con cui sono state definite le modalità operative per l’aggiornamento della banca dati catastale sulla base delle dichiarazioni relative all’uso del suolo.
Tali dichiarazioni sono rese dai soggetti interessati nelle domande finalizzate alla richiesta di contributi agricoli, presentate all’AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) o agli altri Organismi pagatori riconosciuti dalla normativa comunitaria e previsti dalla Politica agricola comune (PAC).
Ai sensi dell’articolo 2, comma 33, del decreto legge n. 262 del 2006, le dichiarazioni relative all’uso del suolo devono contenere anche le informazioni necessarie per consentire l’aggiornamento del catasto. Con la presentazione della domanda, si assolvono anche gli obblighi in materia catastale conseguenti alle variazioni colturali. A tale scopo, nelle dichiarazioni sono riportati i dati identificativi della particella di terreno e le informazioni sulle caratteristiche colturali.
L’AGEA, sulla base degli elementi indicati nelle dichiarazioni, predispone, per ogni particella, una proposta di aggiornamento che consente all’Agenzia del Territorio di inserire negli atti catastali i nuovi redditi oggetto delle variazioni colturali. Il completamento delle operazioni di aggiornamento è reso noto con apposito comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e i relativi esiti sono pubblicizzati presso i Comuni interessati e sul sito internet dell’Agenzia.
Con il Provvedimento, l’Agenzia del Territorio e l’AGEA realizzano così un’importante attività di collaborazione per l’aggiornamento delle informazioni di reciproco interesse, al fine di fornire ai cittadini, ai professionisti e agli enti un servizio sempre più efficiente ed efficace.
Fonte: Agenzia del Territorio
linkhttp://www.guidambiente.it/pf/testo-news/27572/Uso-del-suolo-defini...
Il decreto sviluppo 2012 apporta anche il cambiamento nel settore dei sottoprodotti
La legge di conversione 7 agosto 2012, n. 134 del decreto legge 22 giugno 2012 n.83 , al comma 2-bis dell'articolo 532, prevede che: "ai sensi dell'articolo 184-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è considerato sottoprodotto il digestato ottenuto in impianti aziendali o interaziendali dalla digestione anaerobica, eventualmente associata anche ad altri trattamenti di tipo fisico-meccanico, di effluenti di allevamento o residui di origine vegetale o residui delle trasformazioni o delle valorizzazioni delle produzioni vegetali effettuate dall'agro-industria, conferiti come sottoprodotti, anche se miscelati fra loro, e utilizzato ai fini agronomici. Con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono definite le caratteristiche e le modalità di impiego del digestato equiparabile, per quanto attiene agli effetti fertilizzanti e all'efficienza di uso, ai concimi di origine chimica, nonchè le modalità di classificazione delle operazioni di disidratazione, sedimentazione, chiarificazione, centrifugazione ed essiccatura".
Questa definizione si inserisce nella dinamica della qualificazione di una sostanza come rifiuto o sottoprodotto i quali rappresentano le due categorie attraverso le quali qualificare un residuo di produzione (un esempio palese della tensione su questo problema è costituito dalla qualificazione delle vinacce esauste affrontata dalla ordinanza della Corte Costituzionale n. 276/2011 del 21/10/2011) ; sono tanto importanti da applicarsi anche al residuo che può essere reimpiegato parzialmente: ciò determina da un lato la qualificazione di "sottoprodotto" alla parte di bene o oggetto rispondente alle caratteristiche di seguito esposte dall'altro l'applicazione della disciplina dei rifiuti per la rimanente parte dello stesso bene.
di Alessio Elia
linkhttp://www.alternativasostenibile.it/articolo/digestato-con-il-decr...
Professionisti coordinatori per la sicurezza |
Il Consorzio di Bonifica Val di Chiana Aretina ha pubblicato un avviso per la formazione di un elenco di professionisti qualificati per l'affidamento di incarichi professionali di importo inferiore a 20.000,00 euro per il ruolo di coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e di coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione dei lavori nei cantieri temporanei e mobili.
linkhttp://www.rivistasherwood.it/ultimora/borse-e-lavoro/1128-professi...
La Rete Rurale Nazionale - Task Force Ambiente - organizza il workshop "La Rete Rurale Nazionale e il programma LIFE+ (1992-2012)". Obiettivo del workshop è quello di proporre un momento di confronto e approfondimento delle priorità ambientali delle politiche di sviluppo rurale attuali e post 2013 attraverso i progetti LIFE+ e di promuovere un momento di condivisione e di scambio di esperienze tra gli attori dello sviluppo rurale e i beneficiari dei progetti LIFE+ per favorire la diffusione e la replicabilità delle buone prassi e delle metodologie innovative sviluppate dai progetti stessi. L’evento si terrà il giorno 28 Giugno 2012, a Roma, presso l'Hotel Quirinale (Via Nazionale, 7). Per maggiori info: http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/...
BASTIA UMBRA VENERDI' 30 MARZO ORE 10
La Confederazione Italiana Agricoltori promuove un incontro sulle prospettive future della PAC post-2013, alla luce di quanto emerso negli ultimi mesi.
Si confronteranno esperti riconosciuti a livello nazionale, rappresentanti del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e Amministratori Regionali.
Saranno presenti Giuseppe Cornacchia (C.I.A. Nazionale), Massimiliano Benelli (Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unione Europea), Angelo Frascarelli (Università degli Studi di Perugia), Catiuscia Marini (Presidente Regione Umbria), Fernanda Cecchini (Assessore all'Agricoltura della Regione Umbria) e Giuseppe Blasi (Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali).
Al termine della Conferenza verrà rilasciato un attestato di frequenza valido al conseguimento dei Crediti Formativi Permanenti come previsto dal Regolamento CONAF sulla formazione professionale permanente.
COMUNITA’ MONTANA ASSOCIAZIONE DEI COMUNI
“TRASIMENO-MEDIO TEVERE”
MAGIONE
Informazione sul progetto Life+ 2011 “Agriclimate Change” – la lotta contro il cambiamento climatico in agricoltura
Ore 16.00 Louis Montagnoli
Il progetto agriclimate Change : partners, obiettivi, azioni progettuali, strumenti di indagine, caratteristiche dei piani di azione e potenziali ricadute in Italia ed in Umbria
Ore 16.30 Giovanni Carmignani:
Presentazione dei primi risultati delle indagini energetiche svolte in 18 aziende agricole e delle azioni di miglioramento per l’abattimento di CO2 e dei Gas ad effetto serra;
Presentazione di alcune buone pratiche in Germania, Francia e Spagna
Ore 17.00 Augusto Buldrini (dirigente Regione Umbria)
Le azioni e le opportunità del PSR per contrastare il cambiamento climatico
ore 17.30
Confronto tavola rotonda tra i rappresentanti delle Associazioni di categoria CIA, Coldiretti e Confagricoltura sul tema delle azioni strategiche a sostegno dell’ agricoltura a favore della lotta contro il cambiamento climatico
Saranno presentati poster e distribuiti 2 depliant del progetto,aziende interessate alla realizzazione di un audit energetico potranno essere selezionate per completare il quadro degli interventi da realizzare in Italia ed in Umbria.
Per informazioni e prenotazioni tel: 075/8474179 -
AGRIUMBRIA 2012 - VENERDI 30 MARZO 2012 ore 16.00-19.00 - sala convegni A
Visto il successo delle iniziative di recupero della antiche varietà colturali realizzate nella provincia dell’Aquila, nel 2009, con il Progetto “Cerere”, e quindi nel versante teramano dell’area protetta, con il progetto “Demetra” del 2010, per finire con il progetto “Persefone” nel 2011, dedicato ai comuni dell’area pescarese, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga lancia quest’anno il progetto “Feronia”, rivolto al territorio reatino ed ascolano, con l’obiettivo di completare la Rete degli Agricoltori Custodi di agro-biodiversità e dare tutela ad altre colture di valore storico, culturale ed agricolo.
Analogamente alle prime, l’iniziativa viene promossa direttamente dall’Ente Parco e prevede l’individuazione e la salvaguardia del germoplasma autoctono delle antiche varietà cerealicole, orticole e leguminose. Ne sono interessati i Comuni del versante reatino del Parco, vale a dire: Amatrice ed Accumuli, e di quello ascolano, ovvero i comuni di Arquata del Tronto ed Acquasanta Terme.
I destinatari del progetto sono i coltivatori, cioè tutti coloro che coltivano anche un piccolo orto familiare nell’area geografica interessata. Potranno così partecipare attivamente ad una rete di scambio del materiale vegetale: una rete di agricoltori che diventeranno “custodi” del patrimonio recuperato. A fronte dell’impegno assunto con l’Ente Parco, essi potranno ricevere un piccolo contributo economico a titolo di risarcimento spese, per la coltivazione, la moltiplicazione e lo scambio dei semi con gli altri agricoltori.
I tecnici del Servizio Agro Silvo Pastorale del Parco garantiranno l’assistenza tecnica in tutte le fasi del progetto. Parallelamente saranno effettuati studi botanici e storico-antropologici delle varietà ritrovate. Il tutto verrà raccolto, successivamente, in una specifica pubblicazione attraverso la quale comunicare e divulgare la cultura della biodiversità agricola e la specificità del patrimonio locale.
Al fine di illustrare il progetto nei dettagli e di ricevere le domande di adesione, secondo le modalità indicate nel bando pubblicato sul sito dell’Ente gransassolagapark.it, sono stati programmati due incontri tecnici: il primo si terrà il 23 febbraio, dalle ore 10 alle ore 14 ad Amatrice, al Polo Agroalimentare del Parco, il secondo l’8 marzo, dalle ore 10 alle 14 ad Arquata del Tronto, presso il Centro dei Due Parchi. Gli interessati sono invitati a partecipare ad almeno uno degli incontri, scegliendo la data e il luogo in funzione della disponibilità e della vicinanza territoriale e a portare i semi delle varietà che sono disposti a scambiare.
Fonte :greenews
Il 2012 è l’anno in cui si celebra il cinquantenario della Politica Agricola Comune dell’UE e, per l’occasione, lo scorso 23 Gennaio, la Commissione Europea ha lanciato la campagna di comunicazione CAP@50. Dacian Cioloş, Commissario per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale (che venerdì ha inaugurato, su questi temi, l’Anno Accademico dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo), ne ha precisato lo scopo: “Nel lontano 1962 gli europei erano per lo più preoccupati di procurarsi un’alimentazione sufficiente. Attualmente la sicurezza alimentare rimane importante, ma sono emerse anche preoccupazioni nuove, quali i cambiamenti climatici e l’impiego sostenibile delle risorse naturali. Questa campagna costituirà un contributo volto a riflettere su tale evoluzione”.
Ancora una volta, dunque, il Commissario ha sottolineato la necessità che la nuova PAC, che entrerà in vigore dal 2014, abbia una connotazione di sostenibilità. E, in nome della sostenibilità alimentare, anche il Parlamento Europeo, nel corso dell’ultima sessione plenaria, ha chiesto misure urgenti per dimezzare, entro il 2025, gli sprechi alimentari e per migliorare l’accesso al cibo dei cittadini europei più vulnerabili. Ogni anno, infatti, fino al 50% di cibo commestibile viene sprecato nelle case degli europei, nei supermercati e ristoranti e lungo la catena di approvvigionamento alimentare, mentre 79 milioni di cittadini UE vivono al di sotto della soglia di povertà e 16 milioni di persone dipendono dagli aiuti alimentari.
“Il problema più importante per il futuro sarà affrontare l’aumento della domanda di cibo, che supererà l’offerta. Non possiamo più permetterci di stare immobili mentre del cibo perfettamente commestibile è sprecato. È una questione etica, ma anche economica e sociale, con grandi implicazioni per l’ambiente”, è quanto ha dichiarato il relatore Salvatore Caronna, europarlamentare del Partito Democratico, durante il dibattito precedente la votazione. “La palla ora è nel campo della Commissione, ci aspettiamo non meno di una convincente strategia UE che porterà i 27 ad affrontare la questione”, ha concluso Caronna.
Uno studio della Commissione Europea mette tuttavia in evidenza che, con gli attuali ritmi, lo spreco di cibo crescerà del 40% entro il 2020. Per questo motivo, la risoluzione chiede di promuovere nuove campagne di sensibilizzazione, sia a livello europeo sia a livello nazionale, per informare il pubblico su come evitare lo spreco alimentare - che è anche l’unica soluzione per far quadrare le esigenze di un’agricoltura a minor impatto ambientale (ma con minori rese, come quella biologica) con quelle della sicurezza alimentare, senza dover restare fermi ai metodi intensivi che impoveriscono la terra.
Gli Stati membri dovrebbero introdurre corsi scolastici e universitari che spieghino come conservare, cucinare e scartare gli alimenti. Inoltre, per promuovere l’idea di utilizzare il cibo in modo sostenibile, i deputati chiedono che il 2014 sia proclamato “Anno Europeo contro gli Sprechi Alimentari”.
Lo scorso 19 Gennaio, sempre durante la sessione plenaria, i parlamentari UE hanno inoltre approvato un accordo, raggiunto con il Consiglio, che prevede controlli sanitari e ambientali più severi sulla produzione di pesticidi e regole comuni per le imprese sul processo di autorizzazione alla vendita. Secondo l’accordo, le sostanze più problematiche, come quelle cancerogene che colpiscono geni, ormoni o la riproduzione, saranno vietate. Gli Stati membri potranno introdurre delle “eccezioni” a tale regola solo quando il loro uso risulti assolutamente inevitabile, come ad esempio nel caso che un prodotto sia necessario per garantire la salute pubblica. Le autorizzazioni, in questo caso, saranno soggette a regole ancora più severe e a scadenze più brevi, in attesa che siano trovate alternative meno pericolose. La legislazione europea del 1998 sul controllo dei prodotti contro i parassiti sarà infine aggiornata per includere anche i prodotti trattati, come i mobili spruzzati con fungicida. I pesticidi per uso agricolo, invece, continueranno ad essere disciplinati da una legislazione ad hoc, mentre è stata introdotta, dalla nuova legislazione, la diminuzione dei test sugli animali, attraverso lo scambio di dati fra le imprese per evitare la duplicazione dei test, in cambio di un compenso per chi li ha eseguiti.
Sempre sul versante della salvaguardia degli animali, lo sorso 19 Gennaio, la Commissione Europea ha adottato una nuova strategia quadriennale (2012-2015) per migliorare il benessere degli animali nell’UE. La strategia prevede un duplice approccio: una proposta di normativa completa sul benessere degli animali e il rafforzamento delle azioni condotte attualmente. La legislazione proposta dovrebbe dunque promuovere un approccio innovativo, incentrato sui risultati reali in tema di benessere, invece che su input meccanicistici, come la precedente, e concentrare maggiormente l’attenzione sui livelli di istruzione e di professionalità delle persone interessate. Il secondo elemento propone il rafforzamento e l’ottimizzazione delle azioni condotte attualmente dalla Commissione, soprattutto in ordine all’ottemperanza degli Stati membri ai requisiti di legge.
Proprio a questo proposito, è datata 26 Gennaio, una lettera di sollecito inviata dalla Commissione Europea a 13 Stati membri, compresa l’Italia, in cui si chiede di intervenire per ovviare alle carenze nell’attuazione della legislazione UE relativa al benessere degli animali, e in particolare per far rispettare il divieto delle gabbie “non modificate” per le galline ovaiole, entrato in vigore dal 1° gennaio 2012, come stabilito dalla Direttiva 1999/74/CE.
Donatella Scatamacchia
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