EnviNET

Prodotti Biologici e Ecosostenibili

Informazioni

Prodotti  Biologici e Ecosostenibili

 

Per tutti coloro che utilizzano metodi biologici e/o ecosostenibili per le loro produzioni e per chi è interessato ad acquistarle

Membri: 45
Attività più recente: 28 Mag 2018

In Umbria da oggi mangiare BIO conviene

Forum di discussione

Fiere -organiche e bio nel mondo

Iniziata da CARE 9 Feb 2014. 0 Risposte

12.02.201415.02.2014NUERNBERG GERMANIABIOFACHwww.biofach.de…Continua

Tutti i mercatini biologici di Firenze e della Toscana

Iniziata da CARE 9 Feb 2014. 0 Risposte

Dalla Toscana, la regione universalmente conosciuta per…Continua

Spazio commenti

Commento

Devi essere membro di Prodotti Biologici e Ecosostenibili per aggiungere commenti!

Commento da CARE su 25 Gennaio 2018 a 18:11
  • La Francia pubblica un piano per ridurre i pesticidi

    Parigi vara un piano per la riduzione dei pesticidi: finanziamenti pubblici per le alternative sostenibili e battaglia in UE per vietare quelli nocivi

pesticidi

 Ridurre i pesticidi a Parigi è considerata una prorità 

 – La Francia non aspetta l’Unione Europea e pubblica il suo piano d’azione per ridurre l’utilizzo di pesticidi e altri prodotti fitosanitari. Da poco reso pubblico, il programma verrà chiuso entro il primo trimestre 2018. Nel documento sono recepite le raccomandazioni degli esperti del Consiglio Generale per l’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile, che insieme all’Ispettorato generale degli affari sociali e al Consiglio generale per l’alimentazione, l’agricoltura e gli spazi rurali ha chiesto di vietare rapidamente l’uso delle sostanze che destano maggiore preoccupazione per la salute e l’ambiente.

Il progetto di piano prevede inoltre di rafforzare la ricerca, sostenere l’attuazione di alternative da parte dei settori e rafforzare il piano Ecophyto 2 (che prevede una riduzione dei fitosanitari del 25% entro il 2020 e del 50% nel 2025) pubblicando un piano Ecophyto 2+.

«Il grado di certezza già acquisito sugli effetti dei prodotti fitofarmaceutici richiede di adottare misure forti e rapide per impegnare la responsabilità delle autorità pubbliche», dichiarano gli esperti.

Il quadro giuridico europeo consente di porre limiti e veti alle sostanze attive riconosciute come più tossiche, ma restano comunque numerose sostanze definite “pericolose” in attesa del rinnovo dell’autorizzazione..............

continua su                  Rinnovabili.it            

Commento da CARE su 25 Gennaio 2018 a 18:10
  • La Francia pubblica un piano per ridurre i pesticidi

    Parigi vara un piano per la riduzione dei pesticidi: finanziamenti pubblici per le alternative sostenibili e battaglia in UE per vietare quelli nocivi

pesticidi

 Ridurre i pesticidi a Parigi è considerata una prorità 

 – La Francia non aspetta l’Unione Europea e pubblica il suo piano d’azione per ridurre l’utilizzo di pesticidi e altri prodotti fitosanitari. Da poco reso pubblico, il programma verrà chiuso entro il primo trimestre 2018. Nel documento sono recepite le raccomandazioni degli esperti del Consiglio Generale per l’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile, che insieme all’Ispettorato generale degli affari sociali e al Consiglio generale per l’alimentazione, l’agricoltura e gli spazi rurali ha chiesto di vietare rapidamente l’uso delle sostanze che destano maggiore preoccupazione per la salute e l’ambiente.

Il progetto di piano prevede inoltre di rafforzare la ricerca, sostenere l’attuazione di alternative da parte dei settori e rafforzare il piano Ecophyto 2 (che prevede una riduzione dei fitosanitari del 25% entro il 2020 e del 50% nel 2025) pubblicando un piano Ecophyto 2+.

«Il grado di certezza già acquisito sugli effetti dei prodotti fitofarmaceutici richiede di adottare misure forti e rapide per impegnare la responsabilità delle autorità pubbliche», dichiarano gli esperti.

Il quadro giuridico europeo consente di porre limiti e veti alle sostanze attive riconosciute come più tossiche, ma restano comunque numerose sostanze definite “pericolose” in attesa del rinnovo dell’autorizzazione. Il regolamento CLP (1107/2009), entrato in vigore nel gennaio 2009, consente di vietare sostanze c

Commento da CARE su 23 Novembre 2015 a 16:51
Biologico italiano
Per un'alimentazione sana e sostenibile consuma cibo bio, acquista direttamente dai produttori
Commento da CARE su 13 Febbraio 2014 a 17:25


Biofach 2014: le 5 novita’ da non perdere alla fiera mondiale del b...


biofach 2014Biofach 2014, si apre oggi il nuovo appuntamento internazionale con il mondo dei prodotti biologici. La fiera mondiale del biologico verrà ospitata daNorimberga dal 12 al 15 febbraio 2014. Saranno presenti circa 2400 espositori, di cui 400 italiani, per un totale di 40 mila operatori.

Per l’Italia si tratta di un appuntamento molto importante, considerato che il nostro Paese continua a confermarsi il primo in Europa per esportazione di prodotti biologici, nonché grande protagonista sulla scena mondiale. Secondo i dati comunicati da Aiab, in Italia poco meno di 50 mila operatori impegnati nella produzione, su 1,2 milioni di ettari di terreno, muovono un giro d’affari complessivo di oltre 3 miliardi di euro, di cui 1 miliardo di euro il fatturato oltre frontiera.

Per quanto riguarda la domanda dall'estero l'Italia è da diversi anni ai primi posti della graduatoria europea per le aree coltivate a bio, in particolare per la coltivazione di ortaggi, cereali, agrumi, uva e olive. Il principale acquirente europeo di prodotti italiani è la Germania. Per quanto riguarda invece la domanda interna, il tasso di crescita è stato più elevato negli anni della crisi economica, (+7,8% della media annua) che in quelli precedenti (+3% nel biennio 2008 -2009). Il fatturato dato dalle vendite al dettaglio in negozi specializzati, grande distribuzione, vendite dirette in aziende agricole, gruppi d'acquisto, ristorazione e altri canali di filiera corta è stimato in circa 2.011 milioni di euro.

continua su http://www.greenbiz.it/eventi-e-formazione/fiere/9633-biofach-2014-...

Per maggiori informazioni: biofach.de.

Marta Albè

Commento da lucia rocchi su 22 Gennaio 2013 a 10:23

Prosegue l'analisi dei sacchetti da asporto merci monouso (shopper) commissionato da  Assobioplastiche a Chelab, noto laboratorio italiano che si occupa, tra l'altro, di effettuare test di biodegradazione degli imballaggi e delle plastiche. Il test ha superato i 365 giorni, un tempo doppio rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente in Italia da gennaio 2012. Come noto, attualmente sono in commercio due tipologie di sacchi monouso (shopper), gli uni biodegradabili e compostabili e quindi conformi alla legge, gli altri realizzati nel tradizionale polietilene con l'aggiunta di additivi . Il risultato  del  test di biodegradazione condotto dai laboratori Chelab per oltre un anno dimostra  ancora una volta quanto Assobioplastiche ha sempre sostenuto, ossia che la biodegradazione degli shopper in polietilene additivato è di entità irrilevante : dal 6.5% 10.5 % massimo in un anno a fronte del 90% in 6 mesi degli shopper biodegradabili  e  compostabili. Il metodo di prova utilizzato è definito nello standard internazionale ISO 14855-1:2005, previsto dalla UNI EN 13432 per verificare la biodegradabilità di un imballaggio mantenendo condizioni  di alta temperatura (58°C), aerobicità e  un opportuno livello di umidità. Vengono cioè simulate le condizioni tipiche del compostaggio che, come noto, è una fermentazione accelerata ed ottimizzata. Dopo aver condotto il test fino ai 180 giorni previsti dalla UNI EN 13432,  la prova è proseguita cambiando le condizioni ambientali così da  simulare  situazioni  più vicine alla biodegradazione in suolo.  In pratica è stato aggiunto del suolo  e la temperatura è stata abbassata a 28 °C. I risultati dopo 365 giorni  evidenziano  chiaramente che  i sacchetti in polietilene  additivato mantengono  al massimo una biodegradabilità del 10%. "Ci sembra che l'esito del test sia  incontrovertibile e spazzi il campo da tante chiacchiere e pericolose mistificazioni: dopo 1 anno i materiali contenenti additivi  mantengono  livelli di biodegradazione insignificanti. Questi risultati consentono di ristabilire la verità dell'informazione ai cittadini e  rafforzano l'impegno di  Assobioplastiche a favore di una corretta applicazione della legge 28 del 24 marzo 2012", ha dichiarato il presidente di Assobioplastiche Marco Versari. Il test di laboratorio proseguirà ulteriormente e Assobioplastiche continuerà a dare evidenza dei risultati conseguiti a tutti gli stakeholder.

Commento da RIscARTI festival su 9 Gennaio 2013 a 11:38
Commento da RIscARTI festival su 9 Gennaio 2013 a 11:37

http://riscarti.blogspot.com

Un Festival intento a ridisegnare l’idea di inutile, di avanzo. L’eccesso e il rifiuto riutilizzati, riqualificando materia e pensieri, vittime della miseria consumistica o del fluire del tempo.

Il Festival RIScARTI offre visibilità agli artisti, aziende, associazioni e collettivi che ruotano nel panorama del riciclaggio creativo in Italia e all’estero, e consente loro di incidere su temi ambientali ed artistici attraverso uno spazio di convivenza e dibattito, sensibilizzazione e proposte di altre forme possibili di sviluppo economico.

Partecipa nelle 4 categorie e presenta:

1 workshop

1 performance (spettacolo, sfilata...)

1 video (spot, cortometraggio, doc...)

1 opera (scultura, pittura, design,...)

Commento da CARE su 20 Novembre 2012 a 18:00

Greenpeace: agenti tossici negli abiti di grandi marchi

TMNews
  Sostanze chimiche capaci di provocare cancro e disturbi ormonali sono state rinvenute in capi di abbigliamento di grandi marchi della moda, quali Zara, Calvin Klein, Levis e Li Ning. E' quanto ha denunciato oggi Greenpeace, al termine di un'indagine condotta su campioni di indumenti di 20 marchi in vendita in 29 Paesi e regioni del mondo.
L'organizzazione ha acquistato pantaloni, magliette, lingerie e abiti realizzati in Cina e in altri Paesi in via di sviluppo, facendo poi analizzare i tessuti. "In circa due terzi dei 141 campioni sono stati rilevati nonilfenoli etossilati", ha denunciato Greenpeace. In alcuni vestiti sono stati rinvenuti anche ftalati o coloranti contenenti ammine cancerogene. I nonilfenoli etossilati sono prodotti chimichi usati spesso come detergenti in diversi processi industriali e nella produzione di tessuti naturali e sintetici. Una volta usati e scaricati, si decompongono in nonilfenoli, un sottoprodotto molto tossico considerato un interferente endocrino.I marchi messi sotto accusa "sono attori importanti dell'industria della moda, con la sola Zara che produce 850 milioni di capi di vestiario ogni anno", ha affermato l'organizzazione. "Si può immaginare - ha sottolineato Li Yifang - l'entità dell'impronta tossica lasciata sul Pianeta, soprattutto in alcuni Paesi in via di sviluppo come la Cina dove molti di questi prodotti vengono realizzati".
Nel 2011, Greenpeace aveva pubblicato 'Dirty Laundry' e 'Dirty Laundry 2', due rapporti che dimostravano come i fornitori dei grandi gruppi tessili avvelenassero le acque di alcuni fiumi cinesi, con sostanze chimiche ritrovate poi nelle fibre dei prodotti venduti.Per ogni marca, uno o più articoli analizzati contengono NPE (composti nonilfenoloetossilati) - riferisce Greenpeace - che possono rilasciare i corrispondenti nonilfenoli, pericolosi perché in grado di alterare il sistema ormonale dell'uomo. I livelli più alti, superiori a 1ppm, sono stati trovati per i marchi Zara, Metersbonwe, Levis, C & A, Mango, Calvin Klein, Jack & Jones e Marks & Spencer (M & S). Per ZARA, inoltre, quattro dei capi analizzati risultano contaminati da alti livelli di ftalati tossici, e altri due presentano tracce di un'ammina cancerogena derivante dai coloranti azoici.
"In qualità di più grande rivenditore al mondo di abbigliamento, Zara deve adottare con urgenza un piano ambizioso e trasparente per eliminare le sostanze tossiche dalle sue filiere di produzione", chiede Martin Hojsik, coordinatore della campagna Detox di Greenpeace International. Per convincere l'azienda spagnola a ripulire la filiera produttiva, Greenpeace lancia oggi una petizione a livello mondiale su www.greenpeace.org/italy/zara I capi d'abbigliamento analizzati sono stati prodotti soprattutto nel Sud del mondo con fibre artificiali e naturali. Essi comprendono jeans, pantaloni, t-shirt, abiti e biancheria intima disegnati per uomini, donne e bambini. I processi di produzione del settore mondiale del tessile utilizzano sostanze chimiche pericolose che viaggiano nei prodotti tessili dai siti di produzione a quelli di consumo. Ad oggi non esistono informazioni sui possibili problemi sanitari per chi indossa questi prodotti.Greenpeace chiede ai marchi dell'abbigliamento di impegnarsi ad azzerare l'utilizzo di tutte le sostanze chimiche pericolose entro il 2020, come già hanno fatto alcuni importanti marchi tra cui H&M e M&S, e di imporre ai loro fornitori di rivelare alle comunità locali i valori di tutte le sostanze chimiche tossiche rilasciate nelle acque dai loro impianti

http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20121120_135646.shtml

Commento da Agrilombricoltura terra viva su 5 Novembre 2012 a 13:52

PESTICIDI NEL PIATTO

Spesso e volentieri sono presenti già nei substrati di partenza,purtroppo  proprio come in alcuni compost che derivano dai rifiuti! Noi produciamo un humus con la lombricoltura testato ed esente da qualsiasi forma di contaminazione; per ottenere un prodotto sano e genuino non serve solo la riduzione dei pesticidi ma acnhe partire da un substrato naturale e pulito

Commento da CARE su 5 Novembre 2012 a 12:10

Pesticidi nel piatto

Un terzo della frutta e della verdura che finisce sulle tavole degli italiani presenta tracce di pesticidi. Alcuni campioni poi sono da record, con 6, 7, anche 9 principi chimici presenti contemporaneamente.

C’è la faccia rassicurante della medaglia: il numero, stabile rispetto allo scorso anno, dei campioni di frutta e verdura fuorilegge (fermi allo 0,6%) e di quelli legali contaminati da un solo residuo chimico (18,3%). E c’è la faccia preoccupante: complessivamente un terzo (il 36%) dei campioni di frutta e verdura analizzati (dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e uffici pubblici regionali competenti) presenta residui di fitofarmaci, e aumentano i campioni da record, con tanti, fino a nove, principi attivi presenti contemporaneamente. Ecco, in sintesi il risultato di Pesticidi nel piatto 2012, il rapporto annuale di Legambiente sui residui di fitofarmaci nei prodotti ortofrutticoli e derivati commercializzati in Italia (scaricabile )

Scarica il dossier 'Pesticidi nel piatto 2012'

linkhttp://www.legambiente.it/contenuti/dossier/pesticidi-nel-piatto

 

 

Membri (45)

 
 
 

Translator

Video

  • Aggiungi video
  • Visualizza tutti

© 2026   Creato da Maker.   Tecnologia

Badge  |  Segnala un problema  |  Termini del servizio

/* disattivato a seguito entrata in vigore cookies law */