Per chi crede a modalità di spostamento in grado di diminuire gli impatti ambientali sociali ed economici
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Attività più recente: 31 Mag 2017

Sempre più giornali dicono che l’economia del nostro paese sta ripartendo. I consumi sarebbero in aumento e, di conseguenza, anche il numero delle aziende che stanno tornando ad assumere e a creare rapporti di tipo professionale.
Dopo una crisi tanto grande come quella che abbiamo appena attraversato, il mercato del lavoro sarà invaso da personaggi di ogni tipo che non sono in grado di dare alcuna garanzia sul proprio futuro. Per fortuna esistono degli indicatori che parlano molto di più del curriculum di una persona, tra questi, c’è l’andare in bici o meno.
Ecco quindi 10 buoni motivi per cui il direttore delle risorse umane di un’azienda qualsiasi nella fase di selezione dovrebbe preferire un lavoratore che si muove in bicicletta a uno che si muove con un altro mezzo di trasporto.
I ciclisti sanno che le discese e le salite fanno parte della vita di tutti i giorni. Un ciclista ha superato già tante salite: supererà anche la prossima.

I ciclisti fanno meno assenze sul luogo di lavoro. Chi utilizza la bici ha un più basso tasso di assenteismo: secondo uno studio inglese, i ciclisti perdono mediamente due giorni di lavoro in meno rispetto a chi va al lavoro in automobile.
I ciclisti sono più puntuali: il loro mezzo di trasporto difficilmente soffre delle variabili “traffico” o “disservizi”. Chi va in bici sa quando parte e sa quando arriva.
I ciclisti hanno una maggiore capacità di concentrazione: uno studio britannico ha rilevato che il 77% di chi va in bici si sente più concentrato.

I ciclisti sono abituati a spingere, conoscono il senso della fatica e della sopportazione e ce la metteranno tutta prima di dire “non ce la faccio”.
I ciclisti sanno che ad andare in gruppo si fa meno fatica, ma sanno anche quanto sia bello, di tanto in tanto, prendere l’iniziativa e partire.

I ciclisti sono abituati a prestare attenzione a ogni minuscolo movimento che si presenta attorno a loro per valutarne la pericolosità. Mentre gli occhi guardano la strada, le orecchie valutano lo stato di perfetto funzionamento del mezzo.

I ciclisti, come tutti gli esseri umani, vogliono condurre una vita comoda e, laddove possibile, eviterebbero di perdere troppo tempo negli spostamenti quotidiani. L’idea di ricominciare ad andare al lavoro in macchina sarebbe insostenibile per chi ha smesso di farlo.
Un ciclista sa che prima di uscire deve studiare il territorio in cui si muoverà, pianificando itinerari e soste per dosare al meglio le risorse e non ritrovarsi in affanno.
I ciclisti sanno che – per quanto uno possa aver pianificato – la sfiga può capitare e ci vede benissimo. Che il problema sia una foratura, la rottura della catena o una caduta, in un modo o nell’altro, tutto si risolve.

Visto dal lato dell’offerta e non della domanda di lavoro, gli stessi sopra elencati sono anche 10 buoni motivi per evidenziare sul curriculum vitae che ci spostiamo in bicicletta.
Iniziata da CARE. Ultima risposta di Cesec-CondiVivere 31 Mag 2017. 1 Risposta 2 Mi piace
Iniziata da Angela Pitteri 17 Nov 2015. 0 Risposte 0 Mi piace
Grazie alle amministrazioni di molti comuni, sensibili a temi quali traffico e inquinamento delle proprie città ma anche salute dei cittadini, ci sono diverse forme di sostegno all’acquisto di un…Continua
Iniziata da CARE 10 Nov 2015. 0 Risposte 0 Mi piace
La metro di Berlino? Dal 2006, anno dei Mondiali di calcio in Germania, ogni weekend e giorno…Continua
Iniziata da Giovanni Ottomano Palmisano 4 Giu 2014. 0 Risposte 1 Mi piace
Il 17 maggio scorso è stato inaugurato il primo Albergabici in Puglia, situato presso la ex casa cantoniera lungo la S.S. 16 Ostuni-Fasano (BR), in prossimità di Montalbano (Frazione di Fasano). Qui…Continua
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Al Salone di Ginevra 2014, Renault presenta Twizy Cargo, la versione veicolo commerciale di Twizy. Frutto della collaborazione tra Renault Tech e Renault Sport Technologies, Twizy Cargo possiede un bagagliaio di una capacità di 180 litri (capacità utile 75 kg), protetto da uno sportello posteriore con chiusura a chiave, che si apre con un angolo di 90°. Questa trasformazione è stata resa possibile grazie ad un nuovo taglio della struttura posteriore e alla rimozione del sedile passeggero, senza tuttavia rinunciare all’ampiezza di oscillazione del sedile anteriore.http://www.oggigreen.it/index.php?option=com_content&view=artic...
sarà che è iniziato l'autunno da meno di un mese
sarà che settimana scorsa non siamo mai riusciti ad uscire in bici
sarà quel che sarà, ma mi sarebbe piaciuto partecipare a questo corso dell'università della bicicletta!!!
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2013/2...
È l’ultima frontiera del trasporto urbano, la condivisione dell' auto tra più persone sta prendendo sempre più piede anche in Italia, sulla scia dell’esempio di tanti altri Paesi che hanno risolto numerosi problemi legati al traffico e all’inquinamento, proprio grazie al car sharing.
ecco il sito BLABLACAR il più grande network di ride-sharing http://www.blablacar.it/
Perugia, 30 euro all’anno e si può viaggiare in bici (elettrica): inaugurato il sistema di bike sharing http://www.umbria24.it/perugia-30-euro-allanno-e-si-puo-viaggiare-i...

Solo mettendo il naso fuori dall’Italia, ci accorgiamo di come la mobilità sostenibile sia una realtà in molti Paesi d’Europa (e non solo). Ce lo racconta meglio un libro di recente uscita: “La corsa della green economy. Come la rivoluzione verde sta cambiando il mondo” di Antonio Cianciullo e Gianni Silvestrini (Edizioni Ambiente, 201 pag., 14 euro). Ecco come gli autori ci descrivono queste città ecosostenibili. Per esempio, a Brema mentre il numero di abitanti aumentava, magicamente il numero di automobili diminuiva, e migliorava l’efficienza del trasporto pubblico. Ecco altri esempi.
La green economy sta cambiando i profili delle aziende, ma anche quello delle città. In particolare, il Nord Europa detiene un primato pressochè inarrivabile. Stoccolma è un altra di quelle metropoli descritte dal libro, che vede una distribuzione davvero capillare delle fermate dei trasporti pubblici: una ogni 300 passi! E se il tram non passa entro una ventina di minuti, ecco che viene messo a disposizione in maniera completamente gratuita una navetta-taxi. L’efficienza prima di tutto.
Anche Friburgo (Germania) non è da meno: secondo una stima ci sono più biciclette che cittadini. Anche le strade sono organizzate in modo che un terzo sia riservato alle bici, un terzo ai mezzi pubblici e un ultimo terzo alle autovetture. Ma ci sono anche splendidi esempi di aziende che hanno preferito investire sulle energie pulite piuttosto che sulle energie da fonti fossili: come l’americana Firstenergy, che sulle biomasse ha puntato circa 200milioni di dollari. Per saperne di più sull’argomento, che dire: prenotate il libro presso la vostra libreria di fiducia.
Immagine tratta da:
adnkronos.com
Fonte | La Repubblica
http://www.ecoo.it/articolo/mobilita-sostenibile-un-libro-raccoglie...
L' ALE' ELETTRICO
Dal cuore verde dell'Italia l'Umbria precisamente da Passignano sul lago Trasimeno arrivano gli autobus elettrici utilizzati a Vienna prodotti dalla Rampini Carlo S.p.A
http://www.rampini.it/sistemi-di-movimentazione.php
Via dell'Industria, 11
06065 Passignano sul Trasimeno
Perugia

Grazie ad un accordo siglato fra la società di trasporto del Gruppo FS Italiane e ICS (Iniziativa Car Sharing), la struttura di coordinamento delle realtà locali del car sharing, promossa e sostenuta dal Ministero dell’Ambiente, i clienti di Carta Freccia potranno usufruire di abbonamenti agevolati (74,00 euro l’anno) per l’utilizzo di car sharing e bici in 10 città italiane.
Le città coinvolte dall’iniziativa sono Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Palermo, Brescia, Padova e Parma. È possibile acquistare l’abbonamento al car sharing in una città, presso uno qualunque degli operatori del circuito ICS, ed è possibile poterlo poi utilizzare con tutti gli altri operatori aderenti al circuito, presenti in altre città italiane, raggiunte dalle Frecce di Trenitalia.
Trenitalia ha, inoltre, siglato un accordo con Tern, leader mondiale nella produzione di bici pieghevoli, grazie al quale è nata Tern – Frecciarossa, una folding bike con i colori e il logo del treno, che i clienti CartaFreccia potranno acquistare a un prezzo speciale e che, come tutte le altre bici pieghevoli, possono d’ora in avanti trasportare gratis su tutti i treni, senza sacca.
linkhttp://www.cityfactor.it/con-trenitalia-car-sharing-e-bici-ecologica/
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