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Circolo Ambientale

Un gruppo rivolto ad associazioni,enti di ricerca, enti pubblici , gallerie e musei tematici ,per discutere di problemi tecnici, politici e normativi per promuovere eventi, esposizioni,mostre.


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Sito web: http://www.agr.unipg.it/dsee/laboratorio_ambiente/
Luogo: Perugia
Membri: 24
Attività più recente: 19 Feb 2015

Forum di discussione

Vivisezione e Ogm

Iniziata da CARE 27 Set 2012. 0 Risposte

Due  articoli a confronto…Continua

Spazio commenti

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Commento da Pietro Buzzini su 10 Novembre 2012 a 18:02

All'interno del framework ESFRI (European Strategy Forum on Research Infrastructures) sta partendo un progetto EU rivolto alla creazione di un Network EU di Collezioni di microrganismi (bio-banche): MICROBIAL RESOURCE RESEARCH INFRASTRUCTURE (MIRRI). Per maggiori informazioni: www.mirri.org

Scopi:

- conservazione ex-situ della diversità microbica 

- possibile sfruttamento per scopi biotecnologici legati alle attività umane (food, pharma, ecc.)

Sono coinvolte Istituzioni Universitarie e di Ricerca di oltre 20 paesi europei.

Al progetto MIRRI partecipano 4 Istituzioni Italiane:

  1. Mycoteca Universitatis Taurinensis (MUT), Università di Torino
  2. Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, Università di Genova
  3. Industrial Yeasts Collection DBVPG, Università di Perugia
  4. Culture Collection of Toxigenic Fungi and Secondary Metabolites, CNR, Bari

Il kick-off meeting si terrà a Braunschweig (Germany) dal 27 al 30 Novembre 2012.

Commento da CARE su 18 Ottobre 2012 a 12:32
Commento da CARE su 15 Ottobre 2012 a 10:36

In India conferenza Onu sulla biodiversità

 

Fino al 19 ottobre si tiene a Hyderabad, in India, l'undicesima Conferenza delle parti della Convenzione sulla diversità biologica (COP11 CBD), per importanza seconda convenzione globale sull'ambiente stabilita dalla Conferenza Onu di Rio de Janeiro nel 1992, di cui quest'anno s'è celebrato il ventennale. La conferenza è promossa dall'Unep, il programma Onu per l'ambiente. Al centro dell'attenzione di questa edizione vi è il tema della mobilizzazione delle risorse necessarie per sostenere la realizzazione degli obiettivi strategici per la biodiversità nei prossimi dieci anni. E l'Italia ha giocato un ruolo di rilievo con investimenti pubblici stimabili attorno a 1,5 miliardi di euro fra 2009 e 2010. In India si confrontano da un lato le aspettative create dall'impegno assunto all'ultima Conferenza del 2010, cioè di incrementare in modo sostanziale le risorse destinate alla biodiversità al 2020, dall'altro il dato di fatto della recessione mondiale che riduce la disponibilità di risorse pubbliche anche sui temi ambientali. I Paesi in via di sviluppo stanno chiedendo sostegno alle politiche di lotta alla povertà che si intrecciano con la conservazione delle risorse e dei meccanismi naturali (a partire dall'utilizzo delle risorse genetiche delle comunità indigene e locali). È avviata un'intensa discussione sulla necessità di integrazione della tutela della biodiversità nelle politiche di settore, sulle potenzialità della green economy anche in questo campo, sui meccanismi finanziari innovativi e sul ruolo dei capitali privati. La mobilizzazione delle risorse è al centro dell'attenzione anche in Italia. Nella convinzione che si tratti di un tema cui è chiamato l'intero sistema-paese e non una singola amministrazione pubblica, nei mesi scorsi il ministero dell'Ambiente ha attivato un tavolo cui partecipano altri ministeri e le Regioni con la collaborazione proficua dell'Istat e dell'Ispra. In preparazione della COP11 è stato redatto il primo report nazionale, che tenta una quantificazione dello sforzo finanziario delle pubbliche amministrazioni per la biodiversità nel nostro Paese, prendendo a riferimento gli anni 2010 e 2009. Per quanto riguarda le spese per la biodiversità sostenute dalle amministrazioni centrali dello Stato, nel 2010 assommavano a complessivi 518 milioni di euro di flussi finanziari, di cui 455 destinati a "protezione della biodiversità e del paesaggio" (classificazione CEPA6) e 63 destinati a "uso e gestione della fauna e della flora selvatiche" (classificazione CRUMA12). [dati Eco-Rendiconto dello Stato 2011]. Per le spese sostenute dalle amministrazioni regionali, il dato si riferisce ai flussi economici dell'anno 2009 e assomma a 1,16 miliardi di euro, di cui 1,002 destinati a "protezione della biodiversità e del paesaggio" (classificazione CEPA6) e 158 destinati a "uso e gestione della fauna e della flora selvatiche" (classificazione CRUMA12). [dati Istat]

http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?item=/documenti/com...

Commento da CARE su 17 Luglio 2012 a 12:27

Green oncology: la sostenibilità ambientale come nuovo principio ispiratore

Per il 99% dei primari oncologi, la sostenibilità – sia economica che ambientale – deve essere il nuovo principio ispiratore alla base della professione del Primario di Oncologia. E’ questo uno dei dati più significativi emersi dal Survey Green Oncology promosso da CIPOMO (Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri) a seguito del Congresso Nazionale di Cosenza del maggio scorso. Al sondaggio ha  risposto un campione di 53 dirigenti operanti su tutto il territorio nazionale, corrispondente al 25% degli iscritti al Collegio.

24 intervistati ritengono che i requisiti di sostenibilità ambientale debbano rientrare tra i requisiti obbligatori nell’ambito del Progetto di Accreditamento all’Eccellenza promosso dal CIPOMO, mentre 32 intervistati evidenziano come nell’ambito del follow-up del paziente neoplastico sono attivati programmi di uso oculato delle tecnologie radiologiche pur rispettando le linee guida comunemente adottate. Solo 8 hanno fornito risposta negativa mentre 7 hanno indicato come ciò avvenga dopo discussione clinica e 6 solo in casi selezionati.

Al riguardo delle neoplasie con predisposizione ereditaria, 30 intervistati evidenziano come la loro attenzione sia posta all’invio dei pazienti ad un centro di riferimento. Altri 15 intervistati rispondono positivamente indicando come proprio per le neoplasie con predisposizione ereditaria essi abbiano attivato nelle strutture complesse da loro dirette un particolare setting informativo-assistenziale per i pazienti e i loro familiari. Più nello specifico  per 9 degli intervistati il setting informativo riguardi la filiera oncologo- genetista – psicologo, per 3 essa è oncologo – psicologo per 2 solo genetista e per 1 solo l’oncologo. 36 intervistati rispondono positivamente al riguardo dell’assunzione di iniziative volte al risparmio energetico, mentre 47 primari oncologi si dicono a favore di misure per il risparmio economico.

La quasi totalità degli intervistati (50 su 53), infine, segnala come nella struttura complessa di cui è responsabile già esistono procedure per abbattere il rischio legato alla manipolazione dei farmaci citostatici. 45 su 53 evidenziano come sempre venga attuata la raccolta differenziata dei rifiuti. 34 intervistati conoscono gruppi che si interessano di “Ecologia” e di “Prevenzione” nell’ambito della medicina mentre 33 intervistati (su 53) rispondono negativamente al riguardo di eventuali implementazioni metodologiche di risparmio energetico come ad esempio la cartella informatizzata e la contestuale abolizione del cartaceo.

continua su http://www.greenews.info/comunicati-stampa/green-oncology-la-sosten...

Commento da CARE su 12 Giugno 2012 a 11:40

 

http://vote.riodialogues.org/?l=en

Sondaggio online dell' Onu

Possono votare tutti gli abitanti del Pianeta al sondaggio online lanciato dall'Onu in vista del prossimo summit sullo sviluppo sostenibile di Rio+20.
Commento da CARE su 11 Giugno 2012 a 21:03

La biosfera è alla vigilia di una crisi irreversibile ,commenti sul sito del geologo Guido Chiesura

http://darwingeologo.com/?page=geologicamente&id=13

Commento da lucia rocchi su 8 Maggio 2012 a 10:23

Le Nazioni Unite Fondano Ipbes, l'ipcc della biovidersità

Le Nazioni unite hanno istituito un organismo di consulenza scientifica per la biodiversità, analogo, per funzioni e compiti, a quello per i cambiamenti climatici: Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change). Si chiama Ipbes (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services) e avrà un ruolo importante come cerniera di congiunzione tra scienza e politica. La sua costituzione ufficiale è avvenuta nel corso dell'ultimo meeting tenutosi a Panama dal 15 al 21 aprile 2012, dopo sette anni di negoziati. Al meeting hanno partecipato 270 delegati in rappresentanza di 103 paesi, un osservatore, tre organizzazioni intergovernative, 21 organizzazioni non governative, cinque Convenzioni e cinque tra organismi delle Nazioni Unite e agenzie specializzate. Il Segretariato dell'Ipbes avrà sede a Bonn, in Germania e sarà amministrato inizialmente dall'Unep.

 L'avvio dell'Ipbes prende le mosse già dal 2005 attraverso un complesso e multidisciplinare processo di consultazione che aveva l'obiettivo di unificare e integrare in un meccanismo internazionale di consulenza scientifica sulla biodiversità, tutte le diverse iniziative di analisi e valutazione a livello globale e regionale, esistenti nelle varie istituzioni delle Nazioni Unite (in campo agro-forestale, nella conservazione della natura, nella Convenzione sulla biodiversità e nelle Convenzioni collegate, quali quelle sulle specie migratorie, sulle specie in via di estinzione, sulle aree umide ecc.). Per queste ragioni, l'Ipbes, ora istituita, si pone come l'interfaccia tra la comunità scientifica e i decisori politici per perseguire lo scopo, da una parte, di rafforzare l'uso della scienza nel processo politico e, dall'altra, di favorire processi decisionali che siano basati sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili.

 L'Ipbes cerca di superare le frammentazioni, finora esistenti, delle varie organizzazioni e delle diverse iniziative che si ponevano come interfaccia tra scienza e politica in materia di biodiversità e servizi ecosistemici, per assumere il ruolo di organismo di riferimento globale in seno alle Nazioni unite, riconosciuto a livello internazionale, tanto dalla comunità scientifica, quanto da quella politica. Nonostante la sua creazione costituisca un indubbio successo, non si può ignorare il mastodontico compito che gli è stato attribuito. Il primo fra tutti sarà la prossima Conferenza di Rio de Janeiro a giugno 2012 sullo sviluppo sostenibile, incontro, che segna anche i 20 anni dall'apertura alla firma della Convenzione sulla Diversità Biologica.

Questa coincidenza è anche un monito affinché i lavori dell'Ipbes si svolgano nel contesto dello sviluppo sostenibile e in un settore molto più ampio di politiche sulla biodiversità operando in continuità per ridurre la perdita globale di biodiversità, per le valutazioni di cui al Millennium Ecosystem Assessment, così come per il raggiungimento dei Millennium Development Goals e per le innumerevoli iniziative volte alla conservazione della biodiversità.

 La sfida per l'Ipbes sarà quindi quella di armonizzare, utilizzare e dare priorità alla pletora di informazioni e attività già esistenti nel campo della biodiversità. Non è quindi privo di fondamento lo scetticismo che aleggia sulla capacità dello svolgimento di una pluralità di attività per un solo organo che dovrebbe svolgere, tra l'altro, un ruolo onnicomprensivo di «clearing house» in materia di biodiversità e di servizi ecosistemici.

 (Fonte Enea Eai)

Commento da CARE su 25 Marzo 2012 a 14:51

Dagli ortaggi ai probiotici (passando per le buste)  

Due ricerche di Istituti del Cnr - di tipo molto diverso ma entrambe con gli ortaggi quale 'oggetto' - hanno raggiunto risultati interessanti.

Trasformare gli scarti della lavorazione del pomodoro in plastica biodegradabile è l'obiettivo raggiunto nei laboratori dell'Istituto di chimica biomolecolare (Icb) del Cnr di Pozzuoli, dove l'équipe guidata da Barbara Nicolaus studia, dal 2005, la possibilità di utilizzare i polisaccaridi estratti dagli scarti di lavorazione del pomodoro per realizzare buste o coperture per produzioni agricole.

"La 'plastica' è stata ottenuta, ora la parola passa alle aziende che dovranno realizzare i processi di trasformazione e industrializzazione, che al momento hanno ancora costi elevati anche perché i procedimenti sono complessi e lo scarto di pomodori non è continuativo", spiega Nicolaus. Partendo dal progetto 'Buste biodegradabili', inoltre, Mario Malinconico dell'Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri (Ictp) del Cnr ha individuato un nuovo campo applicativo: le vernici pacciamanti per l'agricoltura per coltivazioni in vaso.

"Oltre agli scarti di pomodoro, poi, stiamo studiando altri residui vegetali come quelli di finocchio, carota e limone, e contiamo che la sinergia ricerca-industria-territorio-istituzioni porti entro breve a risultati concreti", prosegue Nicolaus. "Spinti dai tanti riconoscimenti e successi ottenuti dall'Istituto a livello internazionale, proseguiamo i nostri studi sui batteri termofili all'origine della vita e quelli sulla nascita del 'superpomodoro' con proprietà medico-scientifiche di grande interesse".

Prosegue anche lo studio sul carciofo probiotico partito nel 2005 e coordinato da Paola Lavermicocca dell'Istituto di scienze delle produzioni alimentari (Ispa) del Cnr di Bari. L'obiettivo è sviluppare prodotti ortofrutticoli in grado di aumentare la resistenza ai batteri patogeni e contrastare i principali disturbi gastro-intestinali. La ricerca ha portato alla realizzazione di numerosi alimenti vegetali contenenti fermenti lattici benefici: cicoria, cipolla, funghi e olive. Per ottenere questi risultati è stato selezionato un microrganismo in grado di aumentare, quando ingerito con il vegetale, l'effetto barriera della mucosa intestinale.

"Abbiamo realizzato con le aziende Copaim Spa e Chiavicella Spa una linea commerciale sotto il marchio 'Vivium', che sarà presto sul mercato con olive e carciofi", annuncia Lavermicocca. "Questo lavoro, inoltre, ha aperto la strada ad attività di verifica sull'efficacia in vivo di questi prodotti, svolta in collaborazione con studi medici e strutture sanitarie territoriali. In proposito, abbiamo anche attivato nuove collaborazioni con altri Istituti del Cnr, con i quali stiamo ottenendo evidenze sull'attività immunomodulatoria del ceppo microbico da noi utilizzato".

Rita Lena

Fonte: Paola Lavermicocca , Istituto di scienze delle produzioni alimentari, Bari, email paola.lavermicocca@ispa.cnr.it

Fonte: Barbara Nicolaus , Istituto di chimica biomolecolare, Pozzuoli , tel. 081/8675245, email barbara.nicolaus@icb.cnr.it

http://www.almanacco.cnr.it/reader/?MIval=cw_usr_view_articolo.html...

Commento da CARE su 28 Febbraio 2012 a 17:51

Axia conferenza

Dalla Sostenabilità alla SostenAbilità - Progetto Axia


Un innovativo modello di collaborazione tra ricerca universitaria e aziende, basato sul concetto di sistema e sulla volontà comune di creare conoscenza da immettere nel circuito virtuoso della collettività. Questo l'obiettivo del progetto Axìa, promosso da CRUI (Conferenza dei Rettori delle università Italiane) e da Gruppo Nestlé in Italia.

  
fontehttp://www.alternativasostenibile.it/articolo/dalla-sostenabilita-alla-sostenabilita-progetto-axia-2802.html

Commento da CARE su 6 Febbraio 2012 a 13:55

Accordi agroambientalidi Marilisa Romagno da Alternativasostenibile.it

"Agricoltori custodi della biodiversità"


Gli accordi agroambientali d'area per la tutela della biodiversità sono un modello da esportare nelle altre regioni e in Europa, migliorandone però la gestione in base ai risultati della sperimentazione in atto. Nelle Marche un esempio concreto di partecipazione degli agricoltori alla tutela delle aree naturali protette.

Coniugare agricoltura e tutela della biodiversità attraverso il coinvolgimento diretto degli agricoltori nella salvaguardia delle aree naturali protette grazie ai cosiddetti 'accordi agroambientali d'area per la tutela della biodiversità': è il modello promosso dalla Regione Marche ed attuato dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini in collaborazione con il WWF, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri, per un'agricoltura sostenibile ed amica della biodiversità. Il modello marchigiano, presentato a Bari in occasione di 'Mediterre', il cantiere euromediterraneo della sostenibilità promosso dalla Regione Puglia e Federparchi, è per il WWF un esempio su come utilizzare in modo efficiente ed efficace le risorse finanziarie messe a disposizione per la tutela della biodiversità dall'Unione Europea attraverso la Politica Agricola Comune (PAC).

La riforma della PAC, in discussione al Parlamento europeo, ha tra le sue priorità la conservazione della biodiversità, con l'introduzione del greening nel primo pilastro, e indica la tutela degli ecosistemi tra gli obiettivi delle misure del secondo pilastro attraverso una efficace gestione della rete Natura 2000. "L'esperienza della Regione Marche è innovativa perché basata sulla partecipazione diretta degli agricoltori nella gestione della azioni necessarie per attuare le misure di salvaguardia all'interno dei siti Natura 2000 coinvolti negli accordi agroambientali, un modello che il WWF ha presentato all'Unione Europea come buona pratica da introdurre anche nel greening previsto dalla riforma della PAC in discussione al Parlamento europeo" ha dichiarato Franco Ferroni, responsabile Policy Aree Protette, Biodiversità e Agricoltura del WWF Italia.

"Come WWF abbiamo subito colto la novità degli accordi agroambientali d'area per la tutela della biodiversità promossi dalla Regione Marche ed abbiamo proposto al Parco Nazionale dei Monti Sibillini la realizzazione di un primo progetto sperimentale, in collaborazione con le Associazioni agricole (Coldiretti, Confagricoltura e Copagri)".
La collaborazione tra Ente Parco, agricoltori e ambientalisti nella gestione di tutte le fasi dell'accordo agroambientale rappresenta la novità della sperimentazione nell'area del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

 

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