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Attività più recente: 14 Ott 2017
Iniziata da CARE 3 Mag 2014. 0 Risposte 0 Mi piace
Ci sono erbe talmente spinose e minacciose che non diresti mai che si possano mangiare e che siano buone come in effetti sono. Come il cardo mariano, apprezzatissimo in cucina come in fitoterapia. Chiamato anche cardo “santo” per le straordinarie…Continua
Iniziata da Graziella De Nizza. Ultima risposta di Cristian Natati 19 Lug 2013. 3 Risposte 0 Mi piace
Famiglia: Lamiaceae Nomi volgari: Salvia selvatica, Erba lupo, Erba moro. pianta erbacea perenne, i fiori sono azzurro- violetti, raramente si trovano anche di colore rosa- bianco, riuniti in verticilli separati, in racemi allungati, calice…Continua
Iniziata da CARE 2 Mag 2013. 0 Risposte 1 Mi piace
Ricette Bio con i fioriTutti noi conosciamo la cucina con i fiori di zucca,ci sono però altri tipi di fiori che vale la pena di conoscere per assaporarli e avere deliziose sorprese in cucina. Vi consigliamo comunque di utilizzare fiori biologici…Continua
Commento
n questo periodo incomincia a nascere un po' ovunque la " PORTULACA", erba spontanea presente un po su tutto il territorio nazionale, infestante degli orti.
Nelle foglie della portulaca sono stati ritrovati gli acidi grassi essenziali della serie ω-3, preziosi nutrienti che proteggono l’organismo dall’insorgenza di malattie cardiovascolari aumentando le difese immunitarie.
Per la notevole quantità di vitamina C, in passato era utilizzata come rimedio contro lo scorbuto. Le sue diverse proprietà sono dovute inoltre, all’elevato tasso di mucillagine e di vitamina A.
Nome scientifico: Portulaca oleracea
Famiglia: Portulacaceae
Nomi volgari: Ntracchia, Procacchia, Porcellana, Erba da Porci, Erba Grassa, Sportellacchia, Pulicacchia, Procaccia.
In cucina: si può mangiare cruda, mescolata nelle insalate, o cotta, come gli spinaci nelle minestre. Può sostituire benissimo gli spinaci come ingrediente di paste ripiene e gnocchi, oppure può essere usata per fare ottime frittate. I suoi germogli possono essere anche conservati sott’aceto e costituiscono uno sfizioso ed insolito antipasto o contorno alla carne o al pesce.
Ricette:
Insalata di portulaca e uova sode ( o con rape rosse)
Ingredienti: 400g di portulaca, 4 uova sode ( oppure 2 grosse rape rosse già bollite), olio extravergine d’oliva, aceto, mostarda di Dijon, cipollotto fresco tritato (oppure cipolla rossa di Tropea).
Procedimento: lavare, asciugare e tagliare la portulaca, preparare una vinaigrette con 5-6 cucchiai d’olio, due di aceto un cucchiaino di mostarda, del cipollotto tritato, origano, sale e pepe q.b Mescolare bene poi decorare con le uova sode tagliate a spicchi( oppure con le rape rosse). Versare sopra la vinaigrette solo al momento di servire.
Che ricette carine grazie, ma ne esistono diversi generi oh dipende dalle condizioni climatiche? In Umbria mi sembra meno succosa più fine rispetto alla Calabria dove ne vedevo tanta e più carnosa.
La salvia(aromatica ma ci stà)
è una pianta sempreverde appartenente alla famiglia delle Lamiacee. La specie più diffusa in orti e giardini è la Salvia officinalis. Ama particolarmente l’esposizione al sole e non necessita di eccessive attenzioni nel momento in cui si decida di coltivarla in vaso. L’aspetto a cui però è sempre necessario badare riguarda le dimensioni della pianta. Se non si possiede un giardino in cui poterla trasferire e si desidera averla a portata di mano in un vaso sul proprio balcone o sul davanzale, si dovrà porre attenzione a potare regolarmente i suoi rami, in modo che la pianta non cresca eccessivamente.
Il momento della potatura offre il vantaggio di poter raccogliere una certa quantità di foglie che in parte potranno essere impiegate fresche in cucina, ma che potranno inoltre essere essiccate per utilizzi successivi e differenti, ad esempio per la preparazione di un mix di condimento a base di erbe aromatiche essiccate o per la realizzazione di infusi e tisane. La salvia potrà essere lasciata essiccare dopo averla lavata ed asciugata separando le singole foglie ed adagiandole su di un panno da posizionare all’ombra in un luogo ventilato, oppure realizzando con i suoi rami dei mazzetti da appendere a testa in giù per alcuni giorni. Le foglie potranno poi essere sbriciolate e conservate al buio all’interno di barattoli di vetro.
Vi accorgerete che la stagione di maggiore crescita della pianta è l’estate. In inverno la salvia non muore, ma attraversa un periodo di quiescenza. La bella stagione è dunque il periodo ideale per raccogliere le foglie e per conservarle in vista dei mesi più freddi. Per poter arricchire il proprio orto sul balcone con un vasetto di salvia è possibile procedere a partire dall’acquisto di una piantina in un vivaio di fiducia, ancora meglio se ha la possibilità di offrirvi salvia di provenienza biologica. La piantina andrà trasferita dopo pochi giorni in un vaso più grande. E’ anche possibile coltivare la propria salvia partendo direttamente dall’acquisto dei semi, che potranno essere disposti in un semenzaio all’inizio della primavera, per poi trasferire le piantine in vaso quando saranno spuntate le prime foglie. La salvia preferisce terreni neutri, non acidi e leggermente sabbiosi. Questa pianta deve essere innaffiata con moderazione e ponendo attenzione al fatto che non rimangano ristagni nei sottovasi, che possono portare le radici a marcire.
La salvia in cucina può essere utilizzata in maniera davvero versatile, ad esempio per condire degli gnocchi preparati in casa con patate e farina o come ingrediente aggiuntivo per insaporire le zuppe, le minestre o i risotti. E’ ottima anche fritta, precedentemente passata in una pastella preparata con acqua, olio e farina di ceci. Con la salvia essiccata possono essere preparati infusi digestivi e che aiutano a combattere il mal di gola. Essi possono essere utilizzati per i gargarismi o per degli sciacqui, come un vero e proprio collutorio. Le foglie di salvia possono essere anche strofinate sui denti per beneficiare del loro effetto sbiancante o triturate finemente per essere impiegate nella preparazione di dentifrici naturali. La salvia gode inoltre di proprietà diuretiche ed antisettiche. Può essere d’aiuto sotto forma di infuso a chi soffre di pressione bassa, alle donne che desiderano alleviare i dolori mestruali e per combattere la sudorazione eccessiva causata da stress o debolezza.
Marta Albè
grazie dell'informazione !
Allora niente fiori di ginestra nell'insalata stanno profumando cosi tanto nell'aria che ero proprio attratta.
Buongiorno amici, è doveroso ricordare a qualcuno che SEMPRE prima di raccogliere qualsiasi pianta o parte di essa bisogna documentarsi con certezza sulla sua commestibilità/ tossicità....sono tante le specie tossiche o addirittura velenose. Una pianta, dai fiori profumatissimi, molto diffusa in questo periodo è la Ginestra...attenzione é tossica...non usatela in cucina!!!
Il Luppolo ha delle sostanze che assomigliano agli estrogeni, ormoni femminili, che inducono la comparsa delle mestruazioni (anche al di fuori del loro periodo) nelle lavoratrici di questa pianta per la produzione della birra. Nei maschi invece la pianta ha un effetto anafrodisiaco, provocando sonnolenza per il suo effetto soporifero...per cui gli operai dovevano interrompere il lavoro per evitare di cadere addormentati.
In cucina si utilizza solo la parte apicale del rametto, i primi 10-15 centimetri. Assomigliano nell’aspetto agli asparagi e per questo spesso vengono chiamati “asparagi selvatici”. Hanno sapore un po’
amarognolo.
Luppolo
Nome scientifico: Humulus lupulus L..
Famiglia: Cannabaceae
Nomi volgari: Bruscandoli, Bruscoli, Aspargina, Lavertini,
Lupola, Ligaboschi, Lopal, Lepone, Lucerti, Lupiri, Luppele,
Luparu, Votticella, Bertüçi, Viticedda, Tavarini.
Minestra di riso con il luppolo
Ingredienti: 1l di brodo vegetale 800 g di germogli di luppolo, 300 g di riso, un ciuffo di prezzemolo, 40 g di parmigiano, una noce di burro, sale q.b.
Procedimento: lavare i germogli di luppolo e scottarli in acqua bollente salata per alcuni minuti, scolarli. In una pentola mettere a cuocere il riso nel brodo bollente, appena la minestra
riprende il bollore, unire il luppolo e lasciar cuocere per altri 6-7 minuti, aggiungere il prezzemolo tritato,spegnere il fuoco, unire una noce di burro ed il parmigiano, mescolare e lasciar riposare un minuto la minestra prima di servire.
Buongiorno, vorrei aggiungere che l'alcaloide clematina come le altre sostanze (saponine, glucosidi e resine ) presenti soprattutto nelle foglie della vitalba sono termolabili, per cui è necessario sbollentare i teneri germogli prima di consumarli e comunque non bisogna eccedere nel consumo.
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