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Biodiversità da difendere

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Biodiversità da difendere

Uniti insieme nel tentativo di arginare la perdita di biodiversità

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Attività più recente: 11 Dic 2017

Ecco come il Nepal ha raggiunto il bracconaggio zero

 

rinoceronte nel Chitwan National Park

 

Nel 2014 nel piccolo paese himalayano non sono stati uccisi rinoceronti, tigri o elefanti ed è diventato un modello per l’Asia intera.

In Nepal rinoceronti, tigri ed elefanti possono dormire sonni tranquilli. Mentre i loro cugini africani e del resto dell’Asia continuano a cadere sotto i colpi dei bracconieri nel piccolo stato montano situato tra Cina e India è stato raggiunto l’incredibile traguardo del “bracconaggio zero”.

Finora l’obiettivo è stato raggiunto due volte, nel 2011 per quanto riguarda i rinoceronti e nel 2014 per rinoceronti, tigri ed elefanti. “Si tratta di un grande risultato e fermare i crimini contro la fauna selvatica resta una priorità del Nepal”, ha affermato Megh Bahadur Pandey, direttore generale del Dipartimento dei parchi nazionali e per la conservazione della fauna selvatica nepalese.

 

“Il Nepal ha dimostrato al mondo che raggiungere il “bracconaggio zero” è possibile – ha dichiarato il dottor Barney Long del Wwf Stati Uniti. – Questo è stato possibile grazie agli sforzi di tutti, dalle più alte cariche governative fino agli eroi della conservazione in prima linea, come i ranger e le pattuglie anti-bracconaggio composte dalle comunità locali”.

 

bardia national park

 

L’esempio del Nepal può essere di ispirazione erappresenta una speranza per l’Asia intera per poter costruire un futuro più sicuro per la sua preziosa biodiversità. Proprio in Nepal si è appena svolto il simposio “Verso il bracconaggio zero in Asia”, nato con l’obiettivo di ampliare la collaborazione tra paesi e condividere le migliori pratiche anti-bracconaggio.

 

Il Nepal può vantare dieci parchi nazionali, tre riserve naturali, e sei aree protette che coprono circa il 23 per cento del Paese, complessivamente un’area più grande dello stato americano del Maryland, e che ospitano creature straordinarie come tigri, orsi, rinoceronti, delfini del Gange ed elefanti.

 

Il calo dei crimini contro la fauna è anche merito di istituzioni come il National Tiger Conservation Committee e il Wildlife Crime Control Bureau. Un ruolo importante è ricoperto anche dalle comunità locali, alle quali è stato affidato in gestione circa un terzo delle foreste del paese, contribuendo a ridurre la povertà e a salvare la biodiversità.

 

anti-bracconaggio

 

Le pattuglie anti-bracconaggio popolari sono inoltre state coinvolte nel monitoraggio del traffico di animali e piante e rappresentano una fonte vitale di informazioni sulle attività illegali. Il Paese punta con forza all’educazione e mira a formare cittadini consapevoli coinvolgendo i giovani nepalesi nelle attività di conservazione.

http://www.lifegate.it/persone/news/ecco-come-il-nepal-ha-raggiunto-il-bracconaggio-zero

Forum di discussione

POIANA

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Cani da pastore, patrimonio da salvaguardare

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Commento da CARE su 16 Maggio 2016 a 17:00

BIODIVERSITA' CULTURALE

FESTIVAL TRIBALE NELLA BERGAMASCA

Dal 27 maggio al 12 giugno il polo fieristico Chiuduno (Bergamo) ospita la 16a edizione di Lo spirito del pianeta, l’unico festival tribale indigeno in Italia. Saranno presenti indiani d'America, popolazioni andine, aborigeni australiani e tribù di Amazzonia e America Centrale. All'evento, che vuole essere a impatto zero, in 17 giorni di musica, cultura, cibo e tradizioni, parteciperanno 26 etnici gruppi provenienti da tutti i continenti. Il festival comprenderà una fiera con oltre 150 espositori di artigianato da tutto il mondo. In un angolo dedicato al benessere si scopriranno nuovi massaggi, realizzati con prodotti naturali e antichi, tramandati da generazioni. Sono attese 250.000 presenze. Sul versante ambientale ci sarà Naturalmente, una kermesse di eventi e conferenze sul tema a cui parteciperanno associazioni ecologiste come Greenpeace, Lega Ambiente e Wwf. L'ingresso è libero e chi vuole può campeggiare gratis con tenda o camper nell'adiacente centro sportivo munito di bagni e docce. Infoline: 347/5763417 - info@lospiritodelpianeta.it

- See more at: http://www.ecoreport.org/it/00015/187/festival-tribale-nella-bergam...

Commento da CARE su 10 Novembre 2014 a 10:49

Monarch Butterfly Danaus plexippus on Echinacea purpurea 2800px.jpg
Danaus plexippus (FARFALLA MONARCA)
su un fiore di Echinacea purpurea

La farfalla monarca (passata da un miliardo di esemplari dieci anni fa a 33 milioni lo scorso anno) rischia di essere sterminata dai diserbanti usati per tutelare le coltivazioni di grano e soia, il bombo (la cui popolazione è scesa dell'87%) dagli insetticidi e la rana muscosa, che in Sierra Nevada e in California è diminuita del 95%, dalla distruzione del suo habitat.

La mascotte 2014 di Ecomondo sarà la Danaus Plexippuss, meglio conosciuta come Farfalla Monarca, specie ormai in via di estinzione.

Scelta dall’organizzazione, grazie alla collaborazione e al talento artistico del professor Luciano Morselli, rappresenta una di quelle specie animali, rare e bellissime, che stanno scomparendo a causa dell’inquinamento, delle condizioni climatiche, e delle azioni dell’uomo sull’ambiente che minacciano sempre più la biodiversità.

La Farfalla Monarca, scelta per il 2014, in fiera diverrà come tradizione un gadget che sarà distribuito gratuitamente, realizzato dal Consorzio CiAl e da Tetra Pak Italia.

Sarà realizzato in alluminio riciclato al 100% e distribuito presso lo stand di CiAl.

MASCOTTE ECOMONDO 2014http://www.cial.it/news/mascotte-ecomondo-2014/

Commento da CARE su 30 Maggio 2013 a 11:07

Anche in Svizzera numerose specie hanno bisogno del nostro aiuto. La lontra, ad esempio, da noi si è già estinta, poiché il suo habitat è stato distrutto. Potrebbe però ritornare da noi se le potessimo offrire sufficienti golene prive di disturbi e ben protette. Leggi qui di seguito perché la lontra rappresenta un simbolo per la natura intatta: http://bit.ly/biodiversità_lontra

Commento da CARE su 18 Febbraio 2013 a 17:37

Il piano di protezione della foresta amazzonica di Belo Monte http://www.internationalrivers.org/resources/funai-threatens-to-all... è stato disatteso per quasi dodici anni , secondo il FUNAI ( Fundação Nacional do Índio ). Centinaia di specie animali e vegetali rischiano la scomparsa info sul valore dell'Amazzonia per tutto il Pianeta https://www.facebook.com/pages/Save-the-Amazonas/292727777434998?fr... qui i dati della deforestazione in Amazzonia: https://www.facebook.com/photo.php?pid=1449338&l=7cbbdaa4e6&...

Commento da lucia rocchi su 23 Gennaio 2013 a 11:10

https://itunes.apple.com/us/app/wwf-together/id581920331?mt=8

una nuova app in collaborazione con il WWF

(solo per apple però!)

Commento da CARE su 10 Gennaio 2013 a 14:30
Commento da CARE su 23 dicembre 2012 a 19:10

Il Network Nazionale della Biodiversità: un sistema di condivisione di dati logo_network_nazionale_biodiversitaIl 17 dicembre 2012 presso l’Aula Marconi del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma, è stato presentato il Network Nazionale della Biodiversità, una modalità innovativa per promuovere la condivisione e la diffusione della conoscenza sulle diverse componenti della biodiversità. Il Network si inserisce nel Portale www.naturaitalia.it, la piattaforma web promossa dal Ministero dell’Ambiente come strumento di supporto per la Strategia Nazionale per la Biodiversità, con l’intento di divulgare i contenuti relativi alle Aree Naturali Protette e alla biodiversità presenti nel nostro Paese e favorire il dialogo tra Istituzioni, Aree Naturali Protette e ricerca scientifica. Il Network Nazionale della Biodiversità consente l’accesso e l’interoperabilità delle informazioni e dei dati sulla biodiversità disponibili in Italia, secondo le logiche dettate dalla Direttiva INSPIRE e rappresenta un utile strumento operativo per le Autorità preposte alle politiche ambientali, per quanti lavorano nel campo delle autorizzazioni ambientali (VAS, VIA, VIncA, ecc ... ), per i portatori di interesse, per le attività di ricerca, formazione, educazione e sensibilizzazione.

linkhttp://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?item=/documenti/not...

Commento da CARE su 27 Novembre 2012 a 12:59

Il Ruolo Strategico delle Biobanche quale Riserva di Biodiversità di Interesse Naturalistico e Biotecnologico

L'importanza relativa allo studio della biodiversità microbica è stato riconosciuto a livello internazionale grazie a numerosi programmi di ricerca nazionali ed internazionali finalizzati all'investigazione ed alla conservazione del germoplasma microbico, sia in-situ che ex-situ. In questo contesto, si terrà il 07/12/12 a Villa Fabri (Trevi), sede dell’Osservatorio Regionale per la Biodiversità, il Paesaggio Rurale e la Progettazione Sostenibile una Giornata di Studio dal Titolo: “Il Ruolo Strategico delle Biobanche quale Riserva di Biodiversità di Interesse Naturalistico e Biotecnologico”, sotto l’egida del Ministero per le Politiche Agro-Alimentari e Forestali, della regione Umbria e dell’Ateneo di Perugia, e con l’importante contributo organizzativo del Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale (CeSAR) dell’Umbria. Saranno trattati alcuni importanti aspetti relativi al ruolo delle biobanche in ambito territoriale, nazionale ed europeo per la conservazione della biodiversità microbica. Seguirà una parte dedicata all’importanza dei microrganismi nelle filiere agro-alimentari, con alcuni esempi tratti da esperienze condotte in ambito regionale italiano da varie Università e Centri di Ricerca nazionali. Infine saranno presentati i risultati di un importante progetto finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e rivolto alla selezione di lieviti autoctoni per la produzione di vini ad elevato contenuto di aromi. Download del programma della giornata di studio

linkhttp://fondazionevillafabri.org/it/news/il-ruolo-strategico-delle-b...

Commento da CARE su 22 Novembre 2012 a 13:15

Progetto Vagal:Recuperata la razza della pecora nera di Arbus

 Il senso del progetto Vagal (Valorizzazione dei Genotipi Animali Autoctoni) lo riassume in poche parole il professor Pietrino Deiana, docente al dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari: “Lo sviluppo sostenibile è fortemente legato al recupero della biodiversità. Quando produciamo natura, creiamo anche lavoro”. Sotto la sua guida, il team di ricercatori sardi ha recuperato la razza della pecora nera di Arbus, portandola da 30 a qualche centinaio di capi. E come lei, nell’ambito del progetto di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia avviato nel 2010 e vicino alla conclusione, almeno per quanto riguarda la prima fase, sono state salvate dall’estinzione diverse altre razze della Corsica e soprattutto della Toscana: il suino macchiaiolo maremmano, le pecore Amiatina e Garfagnina bianca, il bovino Pontremolese, il cavallo di Monterufoli, l’asina dell’Amiata. In tutti i casi, spiega Valter Nunziatini della Provincia di Grosseto, capofila del progetto, “l’obiettivo è stato il recupero delle razze autoctone, viste come un valore aggiunto sia dal punto di vista nutrizionale dei prodotti, come salumi e formaggi, sia nell’ottica della promozione turistica dei territori, ridando così anche dignità al comparto zootecnico, di solito considerato un’attività minore”. In Vagal, finanziato dall’Unione Europea per circa 1 milione di euro, collaborano enti pubblici (Province, Comunità montana della Garfagnana) , imprese (soprattutto aziende agricole), università e centri di ricerca, tra cui le Università di Firenze e Sassari, l’Istituto Nazionale Francese di Ricerca Agronomica, l’Agenzia Regionale Sarda per la Ricerca in Agricoltura. Per ogni razza, è stato individuata un’azienda che potesse funzionare da centro dimostrativo, dove è stato avviato l’allevamento degli animali recuperati: una sorta di modello per tutte le altre imprese agricole interessate al progetto. Ma recuperare razze animali, soprattutto quando vengono considerate al limite dell’estinzione, non è affatto semplice. Il caso emblematico è quello del suino macchiaiolo maremmano: “Il recupero è durato cinque-sei anni ed è tutt’ora in corso. Quando il suino macchiaiolo è stato riscoperto, nel 2004, ce n’erano solo 15 capi. Nella prima fase, abbiamo cercato di capire se questi animali rispondessero veramente agli standard della razza, anche attraverso lo studio di foto d’epoca e misurazioni. Alla fine, la conferma è arrivata dalle analisi genetiche. Oggi, dopo la riproduzione, siamo arrivati a circa 100 esemplari, ma è un numero che non ci fa ancora stare tranquilli”, spiega Alessandro Giorgetti, presidente del Corso di Laurea in Scienze Faunistiche dell’Università di Firenze, che insieme ad altri colleghi si è occupato del recupero di alcune razze toscane.

Veroinca Ulivieri

continua su

linkhttp://www.greenews.info/progetti/progetto-vagal-recuperare-la-biod...

Commento da CARE su 21 Novembre 2012 a 10:35

Umbria:La Fondazione Villa Fabri sede  dell'Osservatorio regionale della Biodiversità

La Fondazione Villa Fabri La Fondazione Villa Fabri
Con la legge regionale 9 del 2010 la Regione Umbria ha promosso la costituzione della Fondazione di partecipazione “Villa Fabri”, con sede nella seicentesca Villa Fabri, nel Comune di Trevi, senza fini di lucro. Scopi della Fondazione sono: tutelare e valorizzare la natura e l'ambiente; promuovere e valorizzare la cultura e l'arte; sviluppare e valorizzare le componenti paesaggistiche, culturali, ambientali, enogastronomiche regionali e le relazioni tra le stesse.

La Fondazione intende raccordarsi e sviluppare sinergie e collaborazioni con altri organismi pubblici o privati che operino nei settori di interesse della Fondazione o che ne condividano lo spirito e le finalità.

Tra questi: la valorizzazione delle peculiarità paesaggistiche, storiche, ambientali, eno-gastronomiche e le relazioni tra le stesse in ambito regionale; lo sviluppo e la gestione del network RUGiad’A (la rete regionale dei parchi e dei giardini in Umbria) finalizzata alla valorizzazione e promozione di tale patrimonio in ambito regionale, nazionale ed europeo in collegamento all'EGHN (European Garden Heritage Network); lo sviluppo delle attività previste nell'ambito dell'Osservatorio regionale della Biodiversità, quali il monitoraggio della diversità culturale, vegetale e animale tramite raccolta e validazione di dati e osservazioni, editi e inediti, loro archiviazione ed elaborazione, anche in ambiente GIS, compresa l'applicazione delle misure di conservazione contenute nei Piani di Gestione e l'affermazione dei programmi POR e PSR ad essi collegati; la qualificazione e l'incremento dell'offerta culturale, ambientale e turistica del territorio anche attraverso una adeguata programmazione, pianificazione e progettazione delle attività e degli eventi legati a RUGiad’A; lo sviluppo delle iniziative volte a promuovere le attività che si svolgono presso Villa Fabri; l'attività di studio formative e/o di aggiornamento, di ricerca nei settori in cui opera ed in funzione strumentale al suo oggetto Sono fondatori promotori la Regione dell'Umbria ed il Comune di Trevi.

Alla Fondazione possono partecipare, altresì, le persone fisiche o giuridiche, pubbliche o private, e gli enti pubblici o privati che, condividendo le finalità della Fondazione, contribuiscono alla vita della medesima e alla realizzazione dei suoi scopi.
 

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