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Alimentazione Naturale

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CHIPS PER TUTTI I GUSTI: 10 RICETTE ALTERNATIVE ALLE PATATINE FRITTE di Marta Albè

Esistono delle alternative salutari alle patatine fritte? Certo. Si chiamano chips e sono cotte al forno, essiccate al sole, oppure disidratate con un essiccatore. Le potrete preparare con numerosi ortaggi: dalle carote ai ravanelli, dalle melanzane alle zucchine, fino alle patate dolci, ma anche con la frutta. Renderanno più leggeri e colorati i vostri contorni e antipasti, o l'aperitivo in versione casalinga. Ecco 10 ricette per preparare le chips di frutta o verdura, tutte da provare. Le potrete preparare connumerosi ortaggi: dalle carote ai ravanelli, dalle melanzane alle zucchine, fino alle patate dolci, ma anche con la frutta. Renderanno più leggeri e colorati i vostri contorni e antipasti, o l'aperitivo in versione casalinga.

Ecco 10 ricette per preparare le chips di frutta o verdura, tutte da provare.

1) Chips di cavolo riccio

1 mazzetto di foglie di cavolo riccio
2 cucchiai di olio extravergine
Semi di sesamo
Sale marino integrale

Lavate, asciugate e tagliate a pezzetti le foglie di cavolo riccio. Versatele in una ciotola e conditele con olio, sale e semi di sesamo. Versatele in una teglia,anche senza carta da forno, e cuocetele a 150°C per 25-30 minuti, fino a quando non saranno croccanti.

chips 1 cavolo riccio kale chips

fonte foto: care2.com

2) Chips di carote

2 carote grandi
Sale marino integrale
2 cucchiai di olio extravergine

Sbucciate e lavate le carote. Tagliatele a striscioline sottili con un pelapatate. Versatele in una ciotola e conditele con olio e sale. Mescolatele con delicatezza e disponetele su di una teglia con carta da forno. Cuocete a 140°C per 45 minuti, fino a quando non saranno dorate e croccanti.

Leggi anche: Chips di carote: come prepararle in casa

3) Chips di banane

3 banane mature
½ limone

Sbucciate le banane. Affettatele formando delle fette di spessore inferiore a mezzo centimetro. Irroratele con il succo di mezzo limone, dopo averle versate in una ciotola. Cuocete le chips di banana in forno a 170°C, per circa 50 minuti o fino a quando risulteranno croccanti e disidratate. In alternativa, potrete utilizzare un essiccatore, ma i tempi di preparazione saranno più lunghi, fino a 18-24 ore.

chips 3 banana

fonte foto: freeimagescollection.com

4) Chips di mela

2 mele
Succo di limone

Lavate le mele. Se sono bio, non sarà necessario sbucciarle. Tagliatele a fettine sottili e irroratele con del succo di limone, mescolatele e scolatele. Disponete le fettine di mele in una teglia da forno, preferibilmente in vetro. Cuocete le chips di mela per circa 1 ora e mezza a 130°C, oppure utilizzate un essiccatore, scegliendo il programma più indicato.

chips 4 mela

fonte foto: wholeliving.com

5) Chips di zucchine

Lavate le zucchine, tagliatele a fettine sottili e asciugatele. In estate potrete cuocere le chips di zucchine al sole, disponendole su di una griglia da forno o avvolgendole a fette con la carta stagnola. In inverno potrete utilizzare unessiccatore, oppure cuocerle in forno a 170°C per circa 40 minuti, oppure fino a quando non risulteranno croccanti.

chips 5 zucchine

fonte foto: www.wherewearinthecity.com

6) Chips di zucca

1 zucca piccola
3 cucchiai d'olio extravergine
1 pizzico di sale marino integrale

Pelate e affettate la zucca. Formate delle striscioline sottili, dello spessore di pochi millimetri. Conditele con sale fino integrale e olio extravergine. Cuocetele in una teglia rivestita di carta da forno a 180°C per circa 40 minuti, o fino a quando non risulteranno croccanti.

chips 6 zucca

fonte foto: myrecipes.com

7) Chips di melanzane

1 melanzana
1 cucchiaino di olio extravergine
Sale e pepe

Lavate e asciugate le melanzane. Tagliatele a fettine sottili e cuocetele in forno per a 200°C per 20-25 minuti, o comunque fino ad ottenere la croccantezza desiderata. Se temete che possano risultare amare, cospargete le fettine di melanzana di sale grosso prima della cottura, disponetele in uno scolapasta, lasciatele riposare per un'ora; quindi risciacquatele, asciugatele e cuocetele in forno.

chips 7 melanzane

fonte foto: rhodeygirltests.com

8) Chips di ravanelli

20 ravanelli
1 cucchiaio di olio extravergine
1 cucchiaino di curry
1 pizzico di curcuma
1 pizzico di paprica
Sale e pepe

Lavate i ravanelli e tagliateli a fettine sottili, senza sbucciarli. Scottate le fette di ravanello per pochi secondi in acqua bollente. Sciacquatele con acqua fredda e asciugatele. Conditele con olio e spezie e cuocete le chips di ravanelli in forno per circa 30 minuti a 180°C.

chips 8 ravenelli

fonte foto: simplecomfortfood.com

9) Chips di daikon

1 daikon
1 cucchiaio di olio extravergine
½ cucchiaino di aglio in polvere
Sale e pepe

Il daikon è un tubero simile alla carota, ma di dimensioni maggiori e di colore bianco. Affettate il daikon in modo sottile e condite con aglio in polvere, olio, sale e pepe. Cuocete le chips di daikon in forno a 180°C per 25-30 minuti, oppure sul fornello, in una padella adatta per grigliare, fino a quando non saranno croccanti.

chips 9 daikon

fonte foto: floridacoastalcooking.com

10) Chips di patate dolci

2 patate dolci
1 o 2 cucchiai di olio extravergine
1 pizzico di sale (facoltativo)

Sono l'alternativa che più si avvicina alle patatine. Le chips di patate dolci non sono fritte e piaceranno anche ai più tradizionalisti. Il loro sapore sarà più dolce rispetto alle patatine abituali. Sbucciate le patate dolci. Tagliatele a fettine sottili. Disponetele in una teglia, su carta da forno, e cuocetele a 180°C per circa 50 minuti-1 ora, fino a quando non saranno croccanti e dorate, facendo attenzione a non bruciarle.

chips 10 patate dolci

fonte foto: minimalistbaker.com

Marta Albè

 

http://www.greenme.it/mangiare/vegetariano-a-vegano/11463-10-ricette-alternative-patate-fritte

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Commento da CARE su 15 Ottobre 2017 a 13:22
Commento da CARE su 9 Ottobre 2017 a 17:08

Gnocchetti di zucca in crema di broccoletti

Istruzioni

  1. Tagliate la zucca a tocchetti e conditela con un cucchiaio d’olio e un pizzico di sale. Mettetela in una casseruola con 6 cucchiai d’acqua, coprite col coperchio e portatela a cottura in 10-15 minuti.
  2. Riducete in purè la zucca frullandola brevemente. Quindi incorporate la fecola e la farina di riso, mescolando con cura fino a ottenere una crema uniforme. Mettete il composto sul fuoco e sempre mescolando cuocetelo a calore mediobasso per qualche minuto, fino a ottenere una massa compatta, una sorta di palla che resta attaccata al cucchiaio.
  3. Riducete i broccoletti in cimette e lessateli in acqua salata per una decina di minuti. Poi frullateli insaporendoli con una grattugiata di noce moscata, un cucchiaio d’olio e un po’ dell’acqua di cottura. Dovrete ricavare una salsa piuttosto fluida.
  4. Tostate per pochi minuti le scaglie di mandorla in un pentolino. Di seguito tritate salvia e aglio, poi fateli rosolare con 3 cucchiai d'olio
  5. Dividete l'impasto di zucca, ormai raffreddato, in pezzi. Trasformate ciascuno in rotoli non troppo spessi e ricavatene tanti gnocchetti lunghi un centimetro scarso
  6. Lessate gli gnocchetti per 2-3 minuti in acqua salata, scolateli con una schiumarola direttamente nei piatti già ricoperti con la crema di broccoletti. Conditeli con l'olio alla salvia e completate con le mandorle tostate
Commento da CARE su 11 Agosto 2016 a 16:13

COCCODE' - LABORATORI PER UNA VITA SOSTENIBILE

Coccodè laboratori

  • Se ci si occupa di bambini, di mamme e di papà, di famiglie è ovvio immaginare un mondo migliore. Corsi di cucina naturale e laboratori di vita sostenibile
  • http://www.cucinanaturalevarese.it/
Commento da CARE su 9 Giugno 2016 a 15:47

Come preparare una marmellata di more di gelso, un frutto dimenticato

 

In giugno maturano le more dei gelsi, una pianta dalla storia antica, sono un alleato prezioso in cucina per sperimentare nuovi accostamenti e piatti, con un occhio di riguardo alla salute.

In Europa conosciamo la mora bianca, morus alba, e quella nera, mores nigra, la differenza fra i due frutti sta soprattutto nel gusto che è più acidulo nel frutto chiaro.

Entrambe le more, per l’elevata presenza di zuccheri, hanno effetti lassativi che possono aiutare in caso di problemi di stitichezza.

gelsoIl gelso nero, oltre alle proprietà lassative già indicate, ha anche proprietà espettoranti, lenitive, rinfrescanti, toniche e depurative. 

Costituite dall’85% di acqua, sono ricche di fibre e zuccheri come fruttosio e glucosio, e per questo prolungano il senso di sazietà. Sono anche una buona fonte di calcio e fosforo e sono ricche anche di vitamina C. Inoltre, al pari dei frutti di bosco, anche le more di gelso sono ricche di resveratrolo, un potente antiossidante. 

Le more di gelso sono frutti antichi: la pianta ormai non più molto diffusa come un tempo a causa della diminuzione del suo utilizzo per l’allevamento dei bachi da seta, è stata importata in Europa intorno al 1500. A scoprirla in Oriente, però, fu Marco Polo che fra le tante meraviglie, narrò anche di questa pianta nei suoi diari di viaggio.

 

Se avete la fortuna di poterle consumare fresche sono perfette da sole o come complemento acidulo per le macedonie, potrete sbizzarrirvi nell’aggiungerle al vostro muesli per la colazione e nello yogurt. Provatele anche nell’insalata: un tocco di originalità perfetto per stupire.

Le more di gelso fresche sono ottime anche per preparare ricche marmellate da utilizzare in inverno, vediamo come si ottiene una buona marmellata:

 

Ingredienti

  • 1 kg di More di gelso (in questo caso ho scelto le nere)
  • 300 g circa di zucchero di canna 
  • 1 limone bio

 

Procedimento

Pulite le more togliendo il piccolo picciolo verde, risciacquatele bene, facendo attenzione ad eliminare insetti e impurità.

Fatele asciugare su un vassoio coperto da carta assorbente.

Unite alle more lo zucchero, la scorza grattugiata del limone ed il suo succo, mescolate, coprite e fate riposare a temperatura ambiente per 24 ore circa mescolando ogni tanto (se fa molto caldo, fate macerare in frigorifero).

Mettete le more in una pentola, riponete sul fuoco e fate cuocere a fiamma bassa fino a quando la marmellata risulterà avere una consistenza abbastanza liquida (circa 20 minuti dal primo bollore). 
Invasate a caldo nei vasi già sterilizzati, chiudete e fateli raffreddare capovolti.

Etichettate e riponete in luogo fresco e asciutto.

Un’ottima marmellata!

http://www.verobiologico.it/marmellata-di-more-di-gelso/

Commento da CARE su 1 Aprile 2015 a 17:32

Anelli di avena con broccoletti e olive

INGREDIENTI PER 4 PERSONE
- 800 g di broccoletti
- 250 g di avena
- ½ cucchiaio di scorza di limone grattugiata
- 2 foglie di alloro
- olio
- sale
- noce moscata
PREPARAZIONE
1 Risciacquate con cura l'avena e sistematela in una pentola sulla quale si possa posare un cestello per la cottura a vapore, coprite il cereale con un litro d'acqua e portate a bollore. A questo punto unite le foglie di alloro, riducete la fiamma e cuocete per 60 minuti, lasciando assorbire tutto il liquido.
2 Dividete i broccoletti in cimette; sistemateli nel cestello e poggiate questo sulla pentola dell’avena, coprite e cuoceteli per 10 minuti. Passato questo tempo toglietene la metà e proseguite la cottura in modo da rendere molto morbidi i restanti.
3 Tritate fini le olive, scaldatele brevemente a bagnomaria insieme a un cucchiaio d'olio e a 6 cucchiai dell'acqua di cottura dell'avena, conditevi le cimette croccanti e conservatele al caldo. A parte frullate i broccoletti più cotti con un pizzico di sale, un cucchiaio d'olio e una macinata di noce moscata.
4 Salate l’avena cotta, eliminate l’alloro e mescolatela con la crema di broccoletti e con la scorza grattugiata. Pressatela in 4 stampini ad anello oliati e poi sformateli in 4 piatti piani; disponete nel centro in maniera decorativa i broccoletti alle olive e servite subito.
Ricetta di Giuseppe Capano

 

Commento da CARE su 30 Marzo 2015 a 10:45

FETTUCCE CON ASPARAGI, POMODORI, ERBA CIPOLLINA E LIMONE


Fettucce con asparagi, pomodori, erba cipollina e limoneCopyright © Giuseppe Capano

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

  • 500 g di asparagi verdi,
  • 1 cucchiaio di buccia di limone grattugiata,
  • 1 mazzetto di erba cipollina,
  • 10-12 pomodori sottolio,
  • 320 g di bavette o fettucce,
  • olio extravergine d'oliva,
  • sale

PREPARAZIONE

  1. Mondare gli asparagi eliminando la parte più dura del gambo, lavarli con cura e tagliarli in pezzi lunghi 4-5 cm, sbollentarli in abbondante acqua bollente per 3-4 minuti conservandoli molto croccanti, scolarli con una schiumarola e conservare al caldo la loro acqua di cottura.
  2. Una volta tiepidi dividere a metà per il lungo ogni pezzo di asparago.
  3. Preparare la buccia di limone, lavare l'erba cipollina e tagliuzzarla finemente tranne alcuni fili, scolare i pomodori dall'olio e tagliarli a filettini.
  4. Riportare a ebollizione l'acqua di cottura degli asparagi e lessare la pasta al dente, in una padella mettere l'erba cipollina insieme a 4 cucchiai d'olio, gli asparagi e i pomodori, saltare a calore vivace per 2 minuti.
  5. Scolare la pasta non troppo asciutta e metterla nella padella, lasciarla insaporire un minuto, distribuirla nei piatti e cospargere in superficie con la buccia di limone decorando con i fili di erba cipollina conservati.

http://www.cucinaesalute.com/ricette/primi/fettucce-con-asparagi-po...

Commento da CARE su 18 Novembre 2014 a 17:10

 PERUGIA CHICCO INTEGRALE

Inizio Corso di cucina naturale Giovedì 20 novembre 2014  1^ lezione del corso di cucina naturale: "LA SALUTE ....... BOLLE IN PENTOLA!!!" Il buon cibo .... è buono perchè fa bene, è buono perchè piace! Un ciclo di incontri per trasmettere l'importanza del cibo, la conoscenza delle caratteristiche nutrizionali degli alimenti ed i principi di una corretta alimentazione e come trasporre tutto questo in cucina. Il corso è rivolto a tutti coloro che vogliono apprendere tecniche culinarie di base e conoscenze nutrizionali per poter pianificare al meglio e nel rispetto della propria salute le proprie giornate alimentari. Programma del corso Giovedì 20 novembre 2014: LA DIETA MEDITERRANEA Principi di una corretta alimentazione. Utilizzeremo ingredienti e tecniche di preparazione utili alla realizzazione di piatti tipici della dieta mediterranea. Giovedì 27 novembre 2014: LA DIETA NELLA PREVENZIONE DEI TUMORI L'altra proteina. Utilizzo per la preparazione di ricette buone e salutari proteine di origine vegetale, frutta secca, alghe e spezie. Giovedì 4 dicembre 2014: LA DIETA PER PREVENIRE L'OSTEOPOROSI Preveniamo l'osteoporosi con cereali, legumi, frutta, erbe, alghe e semi. Giovedì 11 dicembre 2014: CELIACHIA .... COSA POSSO MANGIARE? Cuciniamo senza glutine: riso, mais, miglio e quimoa. Tutti gli incontri cominceranno alle ore 17.00 ed al termine della lezione è prevista la degustazione di quanto preparato dall'insegnante e dai suoi collaboratori. Ogni incontro ha un costo di € 35,00. Tutti 4 gli incontri € 120,00 (anzichè € 140,00). Le lezioni saranno tenute da: Giuseppe Raso e Daniele Nucci, entrambi dietisti professionisti. Info e prenotazioni: tel. 075 5725263 oppure ilchiccointegrale@libero.it

Commento da CARE su 29 Agosto 2014 a 11:47

Pancarrè all’alcool, anche no

In casa mia il pancarrè va fortissimo, ma io ho praticamente smesso di comprarlo: il fatto è che quello industriale, cioè lo stesso che abbiamo sempre mangiato noi, sa un po’ di alcool, e leggendo la lista degli ingredienti infatti è venuto fuori che qualsiasi marca, ma qualsiasi veramente, impiega alcool etilico nell’impasto.

Pancarrè casalingo

Le dosi sono minime e fissate a norma di legge: l’alcool etilico serve a conservare il pancarrè ed evitare la formazione di muffe, mantiene costante il tasso di umidità permettendo al pane di restare morbido a lungo, è volatile e considerato conservante naturale, così come lo sono anche il cloruro di sodio (sale da cucina), il saccarosio, l’olio d’oliva e l’acido acetico (aceto). In produzione di pancarrè l’uso dell’alcool etilico è consentito solo a livello superficiale, e le quantità permesse non devono essere superiori al 2% del peso secco, però il sapore si sente lo stesso: a conti fatti, farselo in casa costa meno, prende pochissimo tempo, è più sano e il risultato finale è migliore, nel senso che i sapori di latte e aromi si sentono tutti ma quello dell’ alcool no, perché non ce lo metto.

Oltre al forno, c’è bisogno anche di uno stampo. Invece di quello apposta, munito di coperchio, io uso quello da plum cake classico (25 x 11 cm) che avevo già in casa: qualche volta la parte di sopra del pancarrè viene un po’ più gonfia da un lato rispetto all’altro (vedi foto), ma a parte questo è andato sempre tutto liscio indi per cui a posto così, soluzione approvata.

Il procedimento parte disponendo sul piano di lavoro un mix di farine a fontanella, ovvero 250 gr di farina bianca di tipo 00 e 250 gr di farina manitoba: a queste farine, piano piano, si incorporano un po’ alla volta, impastando, 200 gr di acqua, 80 gr di latte intero, 50 gr di olio di oliva (ma io preferisco quello di semi, che ha un sapore meno forte), mezzo cubetto di lievito di birra sbriciolato, un cucchiaino di sale e uno di zucchero. Alla fine si deve ottenere un impasto omogeneo che al tatto risulti morbido ed elastico, ma non troppo bagnato: in questo caso, ci si può aiutare spolverando di farina e impastando un altro po’. Fatto questo, non resta che mettere l’impasto nello stampo (precedentemente imburrato e infarinato) e cuocere per 40-45 minuti a 200°.

Un consiglio per risparmiare ancora di più: qualsiasi forno, a meno che non abbia problemi di chiusura suoi, una volta spento, se non viene aperto, continua a mantenere la temperatura di cottura per ben 10 minuti circa. Dopo aver appurato che il mio si chiude come si deve, quando faccio il pancarrè lo spengo sempre al 30° minuto di cottura e lascio andare tutto così com’è: poi, passati altri 10 minuti, apro e sforno.oenonspreco.wordpress.com/2011/08/14/pancarre-allalcool-ma-anche-no/#more-209

Commento da CARE su 4 Aprile 2014 a 11:43

Il miso protegge contro le radiazioni

miso_health_benefits

Cos’è il miso? Il miso è il condimento più apprezzato nella cucina asiatica, soprattutto in quella giapponese.

Questo alimento nasce dalla fermentazione, lunga due anni, di soia, sale marino e cereali – preferibilmente riso o orzo – effettuata in grandi tini di cedro. Usato come condimento di minestre e pietanze, base di salse gustose, delizioso col tofu, insalate e verdure, dal sapore intenso e salato.

Quando la seconda bomba atomica fu sganciata su Nagasaki il 9 agosto 1945, 21 operatori sanitari stavano assistendo 70 malati di tubercolosi in un ospedale a 1,4 km dal ground zero . Nessuno di loro ha sofferto di intossicazione acuta da radiazioni .

Dr. Tatuichiro Akizuki , un medico dell’ ospedale, ha accreditato questo miracolo al fatto che tutti stavano consumando ogni giorno una tazze di zuppa di miso con alga wakame .

In una nuova rassegna completa di studi sia epidemiologici che sperimentali ,il  ricercatore giapponese Hiromitsu Watanabe presso Radiation Biology and Medicine dell’Università di Hiroshima conferma il potere del miso per prevenire lesioni da radiazione .

La sua revisione documenta anche la capacità del miso di prevenire molte forme di cancro ( colon, fegato , mammella , polmone e stomaco) , così come l’ipertensione .

Il Miso o alimenti di sia fermentati sono alimenti base della dieta tradizionale giapponese . I fagioli di soia sono fermentati con sale marino , koji e, talvolta, riso, grano , avena o  altri cereali . L’impasto viene fatto fermentare dai 12 ai 24 mesi.

La risultante pasta ricca di enzimi , microrganismi contiene vitamine , sali , minerali, proteine ​​vegetali , carboidrati e grassi. Ma alimenti fermentati sono più della somma dei loro ingredienti. La fermentazione dà origine a composti che hanno proprietà curative sorprendenti. Alimenti fermentati come il kimchi , natto , aceto di mele , e anche vino e birra sono stati chiamati “alimenti medici. “

La recensione di Watanabe della scienza sottolinea l’importanza dei cibi tradizionali fermentati come il miso per prevenire le malattie e mantenere la salute . Qui è solo un piccolo campione delle sue scoperte .

I ricercatori ritengono che l’effetto benefico di miso è strettamente legato alle sostanze prodotte durante le fasi di fermentazione . Hanno testato il miso fermentato per tre o quattro giorni , 120 giorni e 180 giorni . Miso fermentato per periodi più lunghi ha provocato un aumento dei tassi di sopravvivenza . Miso fermentato per 180 giorni è stato ritenuto più vantaggioso .

Secondo uno studio epidemiologico , consumando una tazza di miso tre volte al giorno ha ridotto l’incidenza di cancro al seno . Tofu , natto , soia e tofu fritto non avevano lo stesso effetto .

http://ambientebio.it/il-miso-protegge-contro-le-radiazioni/

Commento da Martina Ricci su 20 Giugno 2013 a 9:41
 

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